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Educare nella complessità - Spazi di confronto e approfondimenti sui saperi e le pratiche professionali
Nel percorso di continua evoluzione e trasformazione che caratterizza Napoli, l’attenzione verso le tematiche connesse alla crescita di bambine e bambini, ragazze e ragazzi e, di conseguenza, il sostegno alle loro famiglie nel complesso ruolo genitoriale, rappresenta una costante nelle azioni e nella visione del Comune di Napoli. Il documento offre una testimonianza di questo impegno. I percorsi di formazione delle operatrici e degli operatori dei servizi socioeducativi diurni e dei servizi residenziali sono finalizzati a potenziare il loro bagaglio di competenze professionali, ma i destinatari ultimi di queste attività sono proprio i bambini, gli adolescenti, i genitori e, lato sensu, la cittadinanza e la collettività tutta. Accrescere la qualità degli interventi in ambito socioeducativo contribuisce a produrre un effetto a catena positivo che, nel lungo periodo, può migliorare le condizioni di vita di tutte e tutti, soprattutto in una realtà complessa come quella napoletana.
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EduchiAMO al cinema. Cineforum al Centro
Il laboratorio di cineforum prevede la visione e il commento di cartoni animati e film di animazione, selezionati in base alla tematica affrontata da bambine e bambini nel corso di altre attività del Centro e compatibilmente con l’età di ogni gruppo. Ad esempio, per approfondire il rapporto padre-figlio sono stati proposti: La sirenetta, Alla ricerca di Nemo e Il re leone. L’attività è significativa perché pone i minori nella condizione di prestare attenzione e provare maggiore interesse verso argomenti già trattati, con lo scopo di approfondirli, condividere riflessioni, divertirsi o emozionarsi. Nello specifico, gli obiettivi del laboratorio di cineforum sono: educare i minori al linguaggio per immagini, migliorare le capacità espressive e percettive, perfezionare le abilità interpretative dei messaggi visivo-uditivi, infine, stimolare la partecipazione attiva ma silenziosa, attraverso la simulazione di una uscita al cinema. Tutti i minori del Centro, di età compresa tra i quattro e i dodici anni, divisi in sei gruppi, vengono accompagnati nella sala e guidati durante la visione dal proprio educatore. È previsto un incontro a settimana per una durata di due ore. Le due ore sono intervallate da momenti di pausa, come durante il primo e il secondo tempo al cinema, per evitare i cali di attenzione e per consentire il movimento. Al termine del film sono richiesti pareri e riflessioni: ai più piccoli viene chiesto di fare un disegno della parte del film o cartone che più li ha colpiti; ai più grandi è proposto un piccolo dibattito. Quest’ultimo è guidato dagli educatori attraverso domande prestabilite. Gli strumenti adoperati sono: la Lim, il computer, i dvd e le piattaforme on line che offrono una vasta e sempre aggiornata galleria di cartoni animati e film di ogni genere, atti a soddisfare ogni sorta di esigenza educativa e di contenuto (Netflix, Disney plus, Rai play). Lo spazio predisposto per la visione dei film è la sala computer del Centro.
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Buon appetito piatto pulito. Percorso per un’alimentazione equilibrata
L'attività riguarda un percorso di approfondimento su una sana educazione alimentare, sviluppato in collaborazione tra il Centro, le famiglie dei minori e il servizio Open Point ASL NA1 Centro, e una rappresentazione teatrale sul tema. Il percorso, che si colloca nel settore della prevenzione, è nato dall'esigenza di proporre un approfondimento al fine di contrastare i problemi legati a cattive abitudini e alla pratica di stili di vita poco equilibrati. Questa proposta si rivela significativa anche alla luce di risultati di un’indagine sociologica dell’associazione WeWorld del 2023, in base alla quale negli ultimi anni in Campania la quota di bambini e bambine in sovrappeso è in crescita (dal 2018 al 2023 passa dal 35,4% al 39,1%), con percentuali superiori alla media nazionale (26,4%). L'attività è rivolta a bambini e ragazzi dai sei ai sedici anni. Gli obiettivi di prevenzione, secondo la mission “Open Point” della ASL e condivisa con l’Opera Don Guanella, sono: avvicinare i cittadini ai servizi sanitari e sociosanitari della ASL, secondo il bisogno espresso; promuovere l’espressività dei bambini e la comunicazione sana; promuovere informazioni sulla corretta vita alimentare; fornire spazi di sostegno e ascolto; individuare i casi problematici tra i bambini e le famiglie per costruire percorsi integrati di salute e benessere. Gli obiettivi specifici sono riconducibili alla sensibilizzazione di genitori e figlio a una sana educazione alimentare. Le figure professionali coinvolte nel programma sono le Équipe del Centro diurno e di Open Point, con psicologi-psicoterapeuti a mediazione artistica, assistenti sociali della ASL e tirocinanti. Il percorso prevede una serie di incontri tra queste figure professionali e alcuni genitori dei bambini che frequentano il centro e la realizzazione e la messa in scena di uno spettacolo teatrale, con sketch che affrontano il tema dell’educazione alimentare. Lo spettacolo è svolto presso il teatro del Centro.
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In ognuno di noi c'è un supereroe! Soggiorno residenziale
Il soggiorno residenziale è un’esperienza di gruppo con forte valenza educativa dove i minori si sperimentano lontano dalla famiglia sviluppando la propria capacità di autonomia e imparano a fidarsi maggiormente di sé e degli altri. Nel 2023 il tema del soggiorno è stato “In ognuno di noi c’è un super eroe”, che consiste nella riflessione sull’importanza delle azioni quotidiane per cambiare profondamente la realtà in cui viviamo. L’attività è rivolta a un gruppo misto di 24 minori, fra i 10 e i 16 anni che hanno frequentato assiduamente le attività del Centro. L’obiettivo è far entrare i partecipanti in sintonia con sé stessi e con il mondo circostante, e farli riflettere sulla rilevanza di un agire corretto. Il soggiorno ha una durata di cinque giorni e sono coinvolti il coordinatore e quattro educatori, con un rapporto educatore/minore di uno a cinque. La metodologia utilizzata è quella partecipata, strutturata attraverso tre fasi: 1. far vivere ai minori un’esperienza che li coinvolga completamente; 2. riflettere su quanto vissuto; 3. dare espressività simbolica a ciò che si vive. Durante il soggiorno si realizzano tre attività complementari. La prima riguarda i bungalow. I partecipanti alloggiano in cinque bungalow, con un operatore. La suddivisione dei minori è basata sulle affinità tra loro, da ciò che ognuno sa fare e dal valore aggiunto che può mettere in campo. Ogni gruppo si occuperà della cura del bungalow e dell’organizzazione del pasto. La seconda attività prevede momenti plenari comuni; ogni giorno con una tematica specifica, collegata a quelle precedenti e successive. I laboratori di esperienza si rivelano importanti per facilitare e mettere in movimento il pensiero di ogni partecipante al fine di condividerli con gli altri. L’attività è così suddivisa: “La scoperta”, dove gli operatori presentano il tema della giornata; “La strategia”, tempo in sottogruppo per approfondire il tema presentato; “A viva voce”, con la condivisione in plenaria di ciò che è emerso. Infine, la terza attività riguarda circle time serali. Ogni sera, prima di andare a dormire, si condivide il vissuto della giornata e ciò che il gruppo sta interiorizzando e vivendo. Si darà la parola a tutti coloro che lo vorranno e si concluderà con il racconto esperienziale di un educatore sul proprio vissuto. Il soggiorno si svolge nel Villaggio Pineta a Marina di Camerota.
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"Il Quartiere che vorrei". Un'iniziativa sulla partecipazione
L’evento dal titolo “Il quartiere che vorrei”, organizzato nell’ambito della linea di azione “Abitare il territorio”, nasce per coinvolgere bambine e bambini, ragazze e ragazzi in esperienze di progettazione partecipata per permettere loro di modificare il rapporto con l’ambiente di vita, a partire dalle loro esigenze. Per i giovani cittadini è importante immaginare di avere un ruolo nell'ideare un quartiere migliore ed essere protagonisti del cambiamento, dando forma alla loro immaginazione attraverso laboratori grafici, plastici, disegni e testi scritti. I destinatari dell’iniziativa sono tutti i minori del LET di età compresa tra 6 e 16 anni e tutti coloro che sono coinvolti durante le attività di “Abitare il territorio. L’ obiettivo è quello di utilizzare questa iniziativa come strumento per avviare un cambiamento e contribuire a una riflessione comune che renda i giovani cittadini protagonisti della comunità nella quale vogliono vivere. L’evento prevede che i partecipanti espongano le opere prodotte nel corso dei laboratori all’interno della Villa confiscata di Miano al cospetto delle famiglie, della comunità locale e dei rappresentanti della Municipalità. Grazie a questa iniziativa, bambine e bambini, ragazze e ragazzi della scuola e del LET Miavilla hanno l’opportunità di ripensare ai luoghi che quotidianamente frequentano, a partire dalle idee su come vorrebbero che fosse il quartiere in cui vivono. La metodologia utilizzata è di tipo attivo e partecipativa, selezionata per offrire a tutti la possibilità di prendere la parola e intervenire, porre al pone al centro dell’intervento i partecipanti e dare spazio ai valori positivi delle loro proposte. Gli strumenti utilizzati sono materiali fotografici, piantine del quartiere, materiali di riciclo, strumenti per le rappresentazioni grafiche. Prima dell'evento sono realizzate anche alcune interviste agli abitanti del quartiere. Alla fine del percorso è prodotto un video contenente le aspirazioni dei ragazzi nel futuro. L’evento, come si è detto, si tiene all'interno della Mianvilla.
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Educare in rete. Laboratorio di informatica
L’attività riguarda un laboratorio di informatica nel corso del quale i partecipanti apprendono i principi base dell’informatica, dall’uso del pacchetto office al corretto utilizzo del computer, del tablet e dello smartphone. L’attività è significativa perché l’esperienza dei giochi multimediali e degli strumenti tecnologici, vissuta quotidianamente dagli adolescenti, impone di riprendere e riprodurre tale esperienza nei contesti educativi e di farne oggetto di confronto, di verbalizzazione e di rappresentazione. Sensibilizzare l’adolescente verso l’uso del computer, nel rispetto dei suoi tempi e usando le modalità più adatte alla sua età, costituisce una buona base di partenza per quello che sarà il suo rapporto futuro con la tecnologia. Grazie alle potenzialità offerte dall’interattività del mezzo informatico e dalla presenza di una pluralità di linguaggi diversi, l’uso del computer un apprendimento significativo e innovativo attraverso esperienze sensoriali complete che concorrono ad affinare la sua intelligenza e ad accrescere le sue competenze. Il laboratorio si rivolge a 16 minori, di età compresa dai 14 ai 16 anni. Gli obiettivi sono quelli di fornire il giusto approccio al mondo informatico e costruire le basi per un uso corretto del computer. Il percorso è studiato in modo specifico per consentire un apprendimento facile e adatto all’età. Inoltre, attraverso l’attività di coding, ovvero di programmazione, l’attività mira a potenziare il pensiero computazionale e la capacità di problem solving. È previsto un incontro settimanale di circa un’ora e mezza, alla presenza di due educatori coadiuvati da un esperto esterno. Nel laboratorio sono organizzati gruppi di lavoro, all’interno dei quali ciascun ragazzo ricopre ruoli assegnati a rotazione. Durante il laboratorio è possibile apprendere la funzionalità di base dei sistemi operativi, la navigazione in Internet e la gestione della posta elettronica; è inoltre prevista un'introduzione ai programmi di videoscrittura, gestione immagini e giochi in 3D, il corretto uso dei social network. Il laboratorio si svolge presso la sede del LET.
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Tracce di Sanità. Visita guidata e rappresentazione teatrale
Le attività educative proposte dal laboratorio “Tracce di Sanità” hanno come punto di arrivo la costruzione e la messa in scena di una visita guidata nel rione Sanità attraverso sketch teatrali. Il percorso è significativo perché risponde alle esigenze, rilevate dagli operatori, di valorizzare e potenziare il rapporto tra i partecipanti e il territorio di appartenenza. I destinatari sono giovani italiani e stranieri, di età compresa fra i 12 e i 19 anni. L’obiettivo specifico è creare un prodotto finale che valorizzi e diffonda l’importanza di alcuni luoghi del rione. Più in generale, l’attività favorisce la formazione di una coscienza civica, artistica e culturale; inoltre, grazie a momenti di aggregazione, migliora lo sviluppo dei rapporti interpersonali e la comunicazione fra pari e fortifica le abilità relazionali e sociali in un momento di crescita. Gli incontri si tengono una volta a settimana e si intensificano in vista dello spettacolo. Sono coinvolti in questa attività un educatore del progetto, un esperto teatrale e una guida turistica. I primi appuntamenti si caratterizzano per le attività di icebreaking e gli esercizi per l’accrescimento della consapevolezza. Nelle fasi seguenti i partecipanti si dedicano alla lettura, riscrittura e interpretazione di un testo teatrale, associata ad attività di ricerca e studio del patrimonio storico-artistico del territorio. Successivamente i partecipanti sono accompagnati nella scelta e ricerca di materiali, costumi e oggetti di scena. Nella serata conclusiva il pubblico, composto da amici, famiglie, addetti ai lavori e membri di altre associazioni, assistono al prodotto finale. Gli incontri iniziali si svolgono in ambienti raccolti all’interno del Complesso, senza accesso al pubblico, in modo da favorire la concentrazione e lo studio. Successivamente, i partecipanti interagiscono costantemente con i luoghi che sono oggetto della visita teatralizzata conclusiva: il chiostro, la Basilica e la cripta del Complesso di S. Maria della Sanità. Scegliere questi spazi è un modo efficace per consentire ai partecipanti di relazionarsi al luogo e di consolidare il loro rapporto con la storia.
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Aggregazione informale. Incontri liberi tra ragazzi
L’aggregazione informale è un’azione educativa che fornisce agli adolescenti la possibilità d’incontrarsi per attività informali e destrutturate. Risponde all’esigenza di socializzazione tra pari ed è significativa in quanto contribuisce a rendere più̀ solidi i legami relazionali in un’ottica di inclusione e coesione, a responsabilizzare i partecipanti chiamati a gestire un luogo in maniera autonoma. I destinatari sono ragazze e ragazzi italiani e stranieri (14-18 anni) abitanti nella III Municipalità di Napoli. Gli obiettivi specifici sono: sperimentare modi sani e positivi di stare insieme; realizzare spazi di ascolto; curare relazioni di gruppo; diminuire l’esposizione ad attività ai margini della legalità; favorire un maggiore senso di appartenenza. Gli adolescenti si riuniscono a cadenza settimanale o bisettimanale. Usufruiscono dello spazio a loro disposizione, potendo utilizzare materiali e dispositivi. Si dedicano all’ascolto condiviso di musica, visione di film, scambio di idee e pensieri su varie tematiche, giochi da tavolo e qualche attività manuale. Si occupano, ad esempio, di ideare e costruire oggetti e giochi da utilizzare nelle attività. Le metodologie adottate dagli educatori che seguono il percorso sono la peer education e il cooperative learning che mettono il singolo e il gruppo al centro dell’attività, stimolando responsabilità personale, interdipendenza positiva, rapporto face to face, riflessione e valutazione. Questi momenti privilegiati di osservazione consentono agli educatori di sperimentare attività innovative, stimolando risorse quali la collaborazione, il problem solving, la riflessione, e di salvaguardare la struttura informale del gruppo e delle molteplici individualità che vi convergono. Gli incontri si svolgono nelle sedi di progetto e sul territorio cittadino come, ad esempio, il Parco Viviani, i giardinetti di Piazza Cavour e il Parco S. Gennaro.
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Per fare una piazza. Esperienze di cittadinanza attiva
L’attività riguarda l'esperienza di cittadinanza attiva realizzata in una piazza del quartiere, nello specifico si tratta della decorazione delle panchine presenti in piazza e del percorso di preparazione della stessa. Si configura come un intervento educativo ed è significativo perché rientra nel percorso svolto durante l’anno, che pone al centro la sensibilizzazione rispetto ai temi della cittadinanza e della scoperta del quartiere. La possibilità di contribuire a un lavoro collettivo e di utilità pubblica può avere una ricaduta positiva sul rafforzamento del senso di appartenenza al gruppo e di auto-efficacia dei singoli. L'apertura al territorio, inoltre, permette ai partecipanti di parlare di sé come gruppo all'esterno del Centro, attraverso azioni socialmente apprezzate, favorendo un positivo potenziamento dell'identità del gruppo stesso. Coinvolge 14 adolescenti, con età fra i 14 e i 18 anni, che frequentano il Centro in momenti e laboratori diversi. Ha l’obiettivo di promuoverne il protagonismo e il senso di responsabilità attraverso il coinvolgimento nelle diverse fasi di realizzazione. Mira, inoltre, a potenziare competenze ed abilità di ciascuno e ad attivare le risorse del gruppo. L’attività si struttura in tre incontri di preparazione e due di realizzazione in piazza, organizzati da tre operatori. Negli incontri preliminari l'educatrice utilizza una tecnica ispirata al metodo del Caviardage: i partecipanti lavorano su un testo e, attraverso motivi decorativi e la riflessione su parole chiave, ne ricavano la “poesia nascosta” e scelgono insieme le parti da “intrecciare”, ricomporre e riportare sulle panchine. Questa tecnica offre l’opportunità di individuare le parole rispondenti al proprio sentire per dare forma alla poesia. La condivisione di gruppo aiuta i partecipanti a raccontare il processo meta-cognitivo che hanno messo in atto durante la scelta delle parole, esprimendo motivazioni ed emozioni che li hanno guidati a farlo. La decorazione delle panchine è affidata ai ragazzi che si sono alternati negli incontri preparatori. Lo strumento utilizzato in questa fase è il cerchio, sia per la condivisione delle regole per agire sull'arredo e lo spazio urbano sia come momento finale di condivisione dell'esperienza vissuta. Il primo incontro è pubblicizzato sui social e aperto alla cittadinanza ed è proposto come azione di animazione, poiché i partecipanti del laboratorio di teatro mettono in atto azioni che coinvolgono tutti i presenti. Il secondo incontro è finalizzato al completamento del lavoro con attività di sensibilizzazione nei confronti dei passanti. Le attività preliminari si svolgono in sede. La scelta di un luogo al chiuso assicura la concentrazione e l'utilizzo di materiali e strumenti in uno spazio comodo per tutti. Le attività di pulizia e decorazione si svolgono in una piazza del quartiere, Largo Francesco Celebrano, che necessita di interventi di riqualificazione.
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Il gruppo a Ravenna. L'esperienza del viaggio
L’attività riguarda il viaggio di tre giorni a Ravenna. Fulcro dell'esperienza è la partecipazione all'opera in fieri “Don Chisciotte ad ardere” di Marco Martinelli ed Ermanna Montanari, direttori artistici del Teatro delle Albe. È un intervento educativo significativo per diversi motivi. Innanzitutto si pone in continuità con le pratiche del laboratorio sperimentato nel corso del 2022-23, che ha coinvolto gli adolescenti nell’esplorazione del mondo del teatro e della riscrittura drammaturgica attraverso un lavoro definito corale, nel senso di espressione della collettività, dei desideri e delle idee dei singoli che si intrecciano a quelle del gruppo. Inoltre, la scelta di coinvolgere sia coloro che frequentano il laboratorio specifico sia chi segue altre attività del Centro rende l’intervento rilevante poiché offre come ricaduta positiva la possibilità di rafforzare l’appartenenza comune, di sperimentare il gruppo di pari come palestra di rapporti e luogo per provare capacità e insicurezze e, al contempo, di potenziare l'identità individuale. Infine, l’esperienza fuori dal proprio contesto, favorisce l'acquisizione di strumenti di autoaffermazione, emancipazione e autonomia da parte degli adolescenti. Vi partecipano 11 adolescenti dai 14 ai 18 anni. L’obiettivo è dare l'opportunità di vivere un’esperienza di socializzazione con forte spessore educativo e culturale. Il gruppo è accompagnato nel viaggio da due educatori e dall’esperto che ha condotto il laboratorio teatrale durante l’anno. Quest'ultimo, formatosi alla scuola di Martinelli, porta avanti la pratica pedagogica e teatrale della “non scuola”, metodologia che intende avvicinare gli adolescenti alle arti performative attraverso la possibilità di imparare facendo. Le attività del viaggio prevedono momenti ricreativi, laboratoriali/esperenziali e culturali. Prima della partenza si svolge un incontro di condivisione delle regole, del programma e delle proposte. A Ravenna il gruppo conosce la struttura dell'opera e gli spazi di allestimento, è protagonista nella costruzione dello spettacolo inserendosi nelle parti corali ed interpretative. Ciascuno mette in campo competenze tecniche e capacità relazionali, di collaborazione interna al gruppo e con altri adulti e giovani non conosciuti e coinvolti nel lavoro. Lo spettacolo è un viaggio onirico itinerante: attraverso immagini evocative i partecipanti sono indotti a fare esperienza, interpretare, riflettere sull’umanità e sul rapporto tra sogno e realtà. L’intera opera ha un forte impatto emotivo e un intento pedagogico e trasformativo per tutte le persone coinvolte. Le attività si svolgono nel Palazzo Malagola, scuola e centro internazionale di studi sulla voce. Il gruppo visita, inoltre, il Museo delle Arti e i monumenti UNESCO simbolo dell'arte del mosaico.
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Il Pe(E)r corso verso il futuro. Laboratorio d’arte e murales
L’attività riguarda un percorso, nell’ambito del progetto Peer Education Center, sviluppato all’interno del laboratorio d’arte e murales. Tale percorso è orientato alla realizzazione di un murales sull’idea del Progetto che, operatori e partecipanti, propongono al territorio. L’attività è significativa perché mostra la percezione da parte degli adolescenti delle azioni intraprese nel progetto e il significato di peer education. Destinatari sono 20 ragazzi e ragazze tra i 15 e i 18 anni della VIII municipalità del Comune di Napoli. Gli obiettivi specifici sono i seguenti: la valutazione attraverso l’arte del percorso progettuale e lo sviluppo del tema della peer education; l’utilizzo della capacità espressiva e della rappresentazione delle idee; il potenziamento del lavoro in team. L'attività si sviluppa attraverso 12 incontri della durata di due ore ciascuno. Nel corso dei primi incontri, i ragazzi sono supportati dall’educatore e dall’esperta di arte attraverso un confronto in gruppo che mira a sviluppare graficamente l’idea che è alla base del progetto. Negli incontri successivi, ogni partecipante prepara una bozza della propria idea e le proposte di tutti sono unite in un prodotto unitario. Nelle fasi finali, attraverso la proiezione su muro della bozza, si inizia il vero e proprio lavoro di pittura sotto la direzione dell’artista Trisha Palma. Le metodologie utilizzate sono: il circle time per il confronto di gruppo; la peer education, attraverso la quale è possibile la condivisione delle esperienze comuni; modalità di manifestazione dell’espressività attraverso la didattica laboratoriale. Il laboratorio si sviluppa presso la sede del laboratorio d'arte.
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Ricomincio da me. Incontro con l’associazione
L’evento riguarda un incontro tra l’associazione “Ricomincio da me” e le ragazze che fanno parte del PAG. All’incontro erano presenti le cinque ragazze del progetto con i rispettivi tutor, durante l’evento è donato ad ogni ragazza un beauty case completo con vari cosmetici e una delle ragazze è truccata da una professionista, con la finalità di mostrare alle partecipanti sia la tecnica sia l’importanza di prestare attenzione al tipo di pelle in modo da poter applicare il prodotto più idoneo e di favorire l’empowerment personale e la cura di sé. L’evento si è articolato in due momenti: una presentazione iniziale dell’associazione ad opera della fondatrice, farmacista, cosmetologa e manager napoletana che si prende cura delle donne malate di cancro attraverso trattamenti di bellezza e cosmesi specifici per la loro condizione di malattia. Un secondo momento si è realizzato nell’appartamento delle ragazze, dove si è approfondita la tematica relativa al miglioramento dell’immagine del sé attraverso piccoli accorgimenti da apportare alla loro routine quotidiana L’evento si è tenuto presso il ristorante “Il Poggio” per i suoi ampi e accoglienti spazi.
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Nel nome delle donne. Percorso contro la violenza di genere
“Nel nome delle Donne” è un percorso contro la violenza di genere, composto da diverse attività che coniugano letture, musiche, danza e teatro. Un percorso articolato di testimonianza che unisce donne napoletane e donne ucraine con un unico filo conduttore: la donna, la madre, la pace. Le donne ucraine sono state coinvolte all’interno dell’attività laboratoriali raccontando le loro testimonianze di vita e permettendo loro di integrarsi nella cultura napoletana. Questa attività è risultata significativa in quanto attraverso il confronto tra la donna/mamma italiana e la donna ucraina siamo riusciti ad affrontare argomenti importanti che riguardano il contrasto della violenza di genere. L’attività è rivolta a nove donne, cresciute nel Centro, e alle loro bambine e ai loro bambini attualmente partecipanti alle attività del Centro. La finalità del progetto è dare voce al contrasto della violenza di genere attraverso la conoscenza delle forme con cui si può manifestare (non solo fisica, ma anche psicologica, economica, culturale e lavorativa) e fornire una rappresentazione dell’importanza del ruolo delle donne nella società. Per l’intero mese di Marzo le donne/mamme sono coinvolte in attività laboratoriali (all’interno del centro) che comprendevano: - momenti di lettura condivisa e di confronto attraverso la tecnica del circle-time; - laboratori musicali e di danza, nei quali sviluppare un confronto tra la cultura musicale napoletana e quella ucraina; - laboratorio di teatro, attraverso il quale le donne interpretavano monologhi che tematizzano il contrasto alla violenza di genere. Nel corso degli incontri, tutti i partecipanti, con il sostegno dell’educatore, selezionano poesie, monologhi e testi di vario tipo da mettere in scena in una rappresentazione all’interno del teatro del Centro diurno.
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Nuova vita alle bambole. Laboratorio di cucito
L’attività si inserisce all’interno del laboratorio di sartoria e riguarda diverse azioni finalizzate alla vestizione delle bambole. È un percorso significativo perché, insieme ad altri laboratori, consente di poter sviluppare una passione e di trasmettere un’abilità lavorativa che può essere fondamentale per il futuro delle partecipanti. Stimolare la creatività in questa attività laboratoriale aiuta inoltre a sviluppare numerose capacità e a migliorare la loro autostima. Sono coinvolte dieci bambine di età compresa tra i 9 e 11 anni che durante il laboratorio di Arte presepiale hanno mostrato maggiore attitudine verso il taglio e cucito. È un’attività educativa che mira a sviluppare la manualità e la conoscenza dei tessuti (rigorosamente riciclati) e degli attrezzi. L’attività laboratoriale ha la durata di un mese, con un incontro quotidiano di due ore. Le partecipanti sono seguite da un’educatrice del Centro diurno, esperta specializzata nella modellatura, nella pitturazione e nella vestizione dei pastori da presepe del ‘700. Il percorso si avvia con la scelta di bambole usurate e danneggiate: attraverso il taglio, il cucito e la scelta di particolari stoffe le bambole sono portate a nuova vita. La metodologia adottata si basa su lavori di gruppo e sul cooperative learning, così da aiutare a sviluppare la fiducia nelle proprie capacità, la leadership, la comunicazione e la gestione dei conflitti nei rapporti interpersonali. L’attività è svolta all’interno degli spazi del Centro diurno, in particolare nell’aula laboratoriale di Arte presepiale dove sono presenti tutti gli strumenti (ago, cotone, stoffe) utile per lo svolgimento.
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Insieme si vince. Laboratorio teatrale
L’attività si colloca all’interno del laboratorio teatrale e prevede la messa in scena di un musical dal titolo “La Leggenda dell'arcobaleno”. Si tratta di uno spettacolo teatrale e musicale ispirato a un'antica leggenda colombiana che racconta la storia di sette farfalle, unite da grande amicizia, e dell'avventura che un giorno le trasformò in un grande arcobaleno, legandole per sempre. La significatività dell’attività risiede nel condurre tra i partecipanti una riflessione sul mondo dell’adolescenza e della pre-adolescenza, in particolare sui legami profondi e duraturi che possono crearsi in questa fase, sull’importanza dello spirito di gruppo, sul bisogno di rispettare se stessi, i propri limiti e gli altri intorno a noi. L’attività è rivolta a tutti i partecipanti alle iniziative del Centro. Il percorso risponde a diversi bisogni educativi: lo sviluppo di conoscenze e competenze teatrali e musicali; il rafforzamento delle relazioni tra pari; la sensibilizzazione rispetto alle tematiche ambientali. Gli incontri hanno una cadenza bisettimanale e sono guidati dagli educatori. Gli strumenti e le metodologie sono quelli tipici dell’arte drammatica. La prima parte degli incontri è dedicata a brevi esercizi preparatori, alla lettura dei testi e alla riflessione e confronto sul copione, le battute, il significato dell’opera e dei brani scelti. Nella seconda parte i partecipanti sono impegnati nella vera e propria azione scenica, interpretando i ruoli e le parti del copione loro assegnato. La metodologia del laboratorio teatrale è calibrata per età, l’approccio al teatro è incentrato sul gioco, ed espresso con diversi esercizi che partendo dal ritmo e movimento arrivano gradualmente all’improvvisazione e drammatizzazione ed infine allo spettacolo finale. Nella fase di preparazione dello spettacolo, è organizzato un incontro con figure impegnate in attività educative e ambientali in Brasile che hanno presentato la propria testimonianza e proposto la visione di un musical sull’ecologia del pianeta realizzato da giovani delle favelas. Lo spettacolo finale si è svolto nella Sala teatro del Santuario del Volto Santo in via Ponti Rossi.
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Vedi Napoli quanto è bella. Laboratorio alla scoperta della città
Il laboratorio Vedi Napoli quanto è bella prevede un percorso di approfondimento sul patrimonio artistico della città di Napoli. L’attività è significativa perché gli operatori rilevano che spesso la storia, la cultura e le opere d’arte napoletane non sono conosciute da bambini e bambine del Centro. Il percorso coinvolge tutti i minori che partecipano alle attività del Centro. Gli obiettivi si concentrano sul fornire ai destinatari dell’attività informazioni su Napoli, da raccogliere attraverso visite guidate ai principali monumenti della città. Il laboratorio ha una cadenza settimanale, con una durata di quattro ore per ciascun incontro. I professionisti coinvolti sono gli educatori dell’equipe e alcuni esperti esterni. Per ogni uscita, il laboratorio prevede diverse fasi: la preparazione teorica in sede, basata sulla ricerca di notizie essenziali e documenti fotografici da riportare su cartelloni e quaderni; le uscite con visita guidata; la fase finale di riflessione e restituzione attraverso scritti, foto, disegni. Le visite sono realizzate lasciando molto spazio alla curiosità e alla voglia di scoprire dei partecipanti; per ciascuna uscita educatori ed esperti si soffermano su alcuni aspetti artistici importanti, per far comprendere la qualità eccezionale delle opere, raccontano fatti storici e aneddoti popolari per rendere più vissuti i luoghi visitati. L’ultima fase è quella della restituzione in sede confrontandoci prima in gruppo sugli aspetti che maggiormente hanno colpito i partecipanti, poi lasciando spazio a disegni o frasi che questi sintetizzano su fogli o cartelloni ricordi, notizie, emozioni. Sono esplorati diversi monumenti: Castel Sant’Elmo e Certosa di San Martino, Reggia e Bosco di Capodimonte; Centro storico e strada dei presepi, Chiese di San Domenico Maggiore e di San Lorenzo, Biblioteca Nazionale e Palazzo Reale di Napoli, Castel dell’Ovo, Villa Romana di Pausillipon.
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La bellezza della nostra città. Laboratorio narrativo, espressivo, emotivo
L’attività si colloca all’interno del laboratorio espressivo-narrativo e propone un percorso per approfondire la relazione tra l’io e lo spazio esterno attraverso un “contest fotografico” e la predisposizione di una mostra all’interno dei locali del Centro. L’attività è significativa perché ha permesso di rispondere al desiderio di conoscere e scoprire scorci della città di Napoli e di potenziare la capacità di osservazione nei partecipanti. Inoltre, la fotografia è scelta poiché costituisce un mezzo espressivo molto vicino ai minori e al tempo stesso abusato in maniera spesso inconsapevole. Si è voluto dunque dare significato a questo strumento espressivo, rivelandone le potenzialità inesplorate e per far sì che i minori mettessero alla prova la loro capacità estetica. L’attività è rivolta a nove minori di età compresa tra gli 11 e i 14 anni. Gli obietti del percorso prevedono: la valorizzazione della competizione sana e l’esercizio della capacità di giudizio attraverso forme di valutazione partecipata; il potenziamento della collaborazione e della condivisione del prodotto artistico. Il percorso ha una durata di circa tre mesi, con cadenza settimanale, e vi partecipano il coordinatore e l’educatore professionale. Nella prima fase attraverso il metodo del brainstorming sono decisi i seguenti aspetti: la prima e la seconda destinazione (rispettivamente Mergellina e Vomero); il tema a cui sarà dedicato il contest, ovvero la bellezza; le tre sottocategorie di paesaggi, oggetti e persone. In un secondo momento si entra nel vivo dell’attività, esplorando e selezionando cosa immortalare. Sono organizzate tre uscite fotografiche; nella terza e ultima, i partecipanti sono impegnati in un lavoro di coppia anziché individuale, focalizzato sul fotografare finestre, portoni, vetrine e nel montaggio di un breve video con musica. La terza fase coinvolge i partecipanti nella votazione, attraverso mezzi telematici per favorire la segretezza del voto, e nella premiazione dei vincitori. Nell’ultima fase ragazze e ragazzi progettano il setting espositivo delle proprie foto, scegliendo i titoli per ognuna dopo aver riflettuto e commentato il lavoro svolto. L’attività si svolge sia presso la sede del Centro Casa Luisa sia all’esterno, nelle zone indicate.
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Fabula For Kids. Laboratorio artistico narrativo
Il laboratorio propone l’ideazione e la realizzazione di un libro a opera dei partecipanti alle attività del Centro diurno. L’attività è significativa perché risponde all’esigenza di rafforzare lo spirito di gruppo, lavorando per il raggiungimento di un obiettivo comune. Sono coinvolti nel progetto i minori di età compresa tra 6 e 12 anni. L'obiettivo che gli educatori si propongono è di stimolare le potenzialità creative ed immaginative, anche al fine di guidare i minori nella rappresentazione di sé stessi, dei propri spazi ideali, delle proprie paure e dei propri desideri, nonché del proprio ruolo all'interno del gruppo. Con il presente laboratorio si intende inoltre potenziare le forme di collaborazione tra pari. Il percorso è articolato in diverse fasi, realizzate una volta alla settimana per due mesi, nel corso delle quali si assiste a una crescita del coinvolgimento e dell’entusiasmo dei partecipanti. Per la prima fase, centrata sulla costruzione dei personaggi, l’attività si è avviata dallo svolgimento di un gioco di carte strutturato “Fabula for Kids”. Nella seconda fase sono individuate le diverse ambientazioni da riprodurre grazie a un brainstorming che consente ai partecipanti di far circolare le proprie idee. La terza fase, infine, si concentra sulla realizzazione grafico-analogica del libro: l’elaborazione dei paesaggi attraverso la tecnica dell'acquerello e del collage creativo e la rappresentazione artistica dei personaggi, per la quale i partecipanti sono forniti di un’identica sagoma bianca precostituita da personalizzare liberamente. Nella fase conclusiva i minori si sono impegnati in operazioni tecniche e creative: l’assemblaggio delle singole pagine che hanno dato origine al prodotto unitario, la progettazione e la realizzazione della copertina e del retro del libro, intitolato: “Il libro dei sogni”. Il Laboratorio si è svolto presso la sede del Centro.
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Difendiamo il nostro “oro blu”. Laboratorio per combattere lo spreco delle risorse idriche
L’attività rientra nel settore educativo e si basa su percorsi laboratoriali di lettura, creatività, giardinaggio e cineforum. È orientata a incentivare la consapevolezza sull’attuale emergenza idrica e sull’incentivo ad assumere comportamenti responsabili. Infatti, il percorso è determinato dall’esigenza degli operatori di diffondere i valori del rispetto dell’ambiente tra i partecipanti. L’attività è programmata per i minori di età 8-12 anni. Gli obiettivi consistono nel sensibilizzare i partecipanti su temi che riguardano la salvaguardia dell’ambiente, affinché diventino cittadini coscienti e responsabili. Il percorso prevede un incontro settimanale, con durata di due ore, a cui partecipano due operatori e due esperti (un sociologo e un agronomo). Nel corso delle settimane, si propongono attività diverse che hanno in comune il tema della lotta allo spreco delle risorse e che vanno dalla lettura del “decalogo contro lo spreco idrico” e di altri brani scelti (come “L’omino della pioggia”), all’esperienza di agricoltura nella serra del Centro. Sono inoltre presentati ai minori cortometraggi (come “Storia di Acqua”, “Chiara come l’acqua”) che evidenziano l’importanza della risorsa idrica e il valore che costituisce per l’uomo. Le nozioni acquisite attraverso queste azioni sono rappresentate in disegni, cartelloni e manufatti nell’ambito del laboratorio di creatività, corredando il tutto con riflessioni e considerazioni personali. Inoltre, attraverso il laboratorio di giardinaggio, i partecipanti apprendono informazioni sui metodi più innovativi per utilizzare l’acqua in modo responsabile nell’ambito della produzione di alimenti. Gli operatori esortano i minori a partecipare attivamente al dibattito che si apre al termine delle singole attività. Si impiegano le metodologie del circle time, problem solving e cooperative learning per creare coesione e collaborazione per un importante obiettivo comune. A conclusione del percorso, si ricorda La giornata mondiale dell’acqua, durante la quale i bambine e bambini presentano le proprie idee attraverso cartelloni, piccole rappresentazioni sceniche e coreografie legate al tema dell’acqua. Le famiglie, invitate dagli operatori, partecipano all’evento. Le attività hanno luogo nel cineforum, nei laboratori di creatività, nella serra e nel teatro del Centro.
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Oltre la maschera dell’indifferenza. Laboratorio per il superamento delle diversità culturali e l’accettazione delle diversità
L’attività consiste in un percorso mirato a potenziare l’aggregazione tra i minori del Centro, conoscendo reciprocamente le culture e religioni, mettendone in comune analogie e differenze. Essa si colloca nel settore educativo e prevede percorsi di lettura, sport, musica e teatro. La programmazione di tali attività nasce dalla volontà degli educatori di creare un gruppo di minori coeso, unito da solidarietà e rispetto e che viva il Centro come un ambiente aperto a tutti. L’attività è destinata ai minori di età tra i 6 e i 10 anni; l’obiettivo specifico è conoscersi e condividere con i coetanei aspetti importanti della propria cultura e della propria personalità. Gli incontri sono a cadenza settimanale, durano due ore ognuno e vi partecipano due operatori e due esperti esterni (un sociologo e un pedagogista). Ogni settimana si propone una lettura di un brano scritto o musicale appartenente a tradizioni differenti. I partecipanti sono guidati nello svolgimento di attività di gruppo: letture di racconti popolari dei propri Paesi di provenienza seguiti da un dibattito, al quale tutti sono invitati a partecipare; pratica di sport di squadra per aumentare il senso di collaborazione e di unione; ascolto di musiche tradizionali; presentazione di maschere e personaggi tipici. Sono selezionate le metodologie ritenute più adeguate alla specifica attività: cooperative learning, peer education, role playing. Come momento conclusivo del programma è previsto l’evento Mascherine belle e buone, incentrato sulla messa in scena di uno spettacolo sul tema delle maschere, a cui partecipano anche le famiglie, durante il quale i partecipanti presentano una nuova maschera inventata da loro, che racchiuda in sé tutti gli aspetti che li rendono uguali e diversi allo stesso tempo. Le attività hanno luogo nel laboratorio di creatività, nella palestra e nel teatro del Centro.
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Facciamo la differenza. Laboratorio per riconoscere e superare gli stereotipi di genere
L’attività si colloca nel settore educativo e prevede attività laboratoriali di lettura e di cineforum, seguiti da momenti di scambio e confronto di gruppo e da elaborazioni creative che prevedono la realizzazione di slogan disegni, testi scritti. Il percorso si rivela significativo perché contribuisce allo sviluppo di una consapevolezza da parte dei minori del Centro sulla parità di genere e al superamento delle barriere sociali. In particolare, le attività programmate rispondono all’urgenza, individuata dagli operatori, di aiutare a far crescere i giovani uomini e le giovani donne con il valore del rispetto per “l’altro” e per ogni forma di vita umana, a prescindere dal genere e dalla cultura. L’attività è destinata ai minori tra gli 8 e i 12 anni. Gli obiettivi sono: trasmettere a tutti i partecipanti l’idea che uomini e donne debbano camminare di pari passo e che solo collaborando si possano superare le barriere culturali e sociali legate al genere. Il percorso si articola in incontri settimanali con durata di due ore. Sono coordinati da due operatori e da due esperti con una formazione sociologica e pedagogica. Le attività laboratoriali si alternano nel corso delle settimane e confluiscono tutte nei dibattiti che si instaurano nell’ambito del Laboratorio delle emozioni. Per la lettura, gli operatori selezionano brani sul tema adattati all’età dei partecipanti (“Nata sotto una buona stella”, “Chiamarlo amore non si può”) affinché essi esprimano sensazioni e opinioni durante il dibattito che segue. Durante il cineforum sono proiettati cortometraggi (“Mi chiamo Maryna e credo nell’amore”) e contenuti multimediali, le emozioni suscitate dalla visione sono espresse in modo creativo con disegni e testi scritti. Si prediligono attività di gruppo (circle time, peer education) che aiutano i partecipanti a ricercare parole e metodi per esprimere ciò che sentono nei confronti di temi delicati, come ad esempio la violenza di genere. Il momento finale del percorso è la Giornata internazionale delle donne, nel corso della quale i minori hanno modo di esporre i disegni realizzati, recitare le poesie scritte da loro e di mettere in scena, attraverso coreografie e parti recitate, la loro idea di uguaglianza tra uomini e donne e di solidarietà. All’evento prendono parte i genitori. Le attività hanno luogo nel cineforum, nei laboratori di creatività e nel teatro del Centro.
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Educare al ritmo…missione musica! Laboratorio musicale
Il laboratorio musicale si colloca nell’ambito educativo e risponde al bisogno di favorire l’integrazione e la cooperazione dei minori in vista di un obiettivo comune, offrendo l'occasione di vivere la musica da vicino. I minori possono sperimentare combinazioni di ritmi diversi divenendo ideatori e compositori; grazie a questo laboratorio i bambini del centro hanno la possibilità di apprendere l’utilizzo del piano e degli strumenti a percussione. Gli strumenti musicali sono un valevole supporto, in quanto rafforzano il senso del ritmo, l’ascolto ed esercitano le facoltà linguistiche ed espressive. Qualsiasi strumento presuppone dedizione, attenzione e concentrazione, abilità che sembrano diminuire sempre di più ai giorni nostri, inoltre la musica permette una crescita sociale. L’attività è destinata a minori del Centro dai 7 ai 13 anni di età e ha come obiettivo l’incremento delle capacità attentive, delle capacità di ascolto, della concentrazione, del ragionamento logico, della memoria, del pensiero creativo e l'espressione di sé. Gli incontri hanno una cadenza settimanale, con gli educatori di riferimento del gruppo stesso e sotto la guida di maestri esperti. Il percorso ha una programmazione graduale, che parte dall'introduzione al ritmo e alle note musicali per arrivare all’utilizzo dello strumento e alla riproduzione di brani musicali al pianoforte e alla batteria. Ogni componente del gruppo ha del tempo a disposizione e uno strumento da poter suonare; l’esperto guida l’esercitazione e l’educatore aiuta i minori a realizzarla; alla fine dell’attività ed in maniera progressivamente più complessa, i minori riproducono brani e composizioni o parti di essi utilizzando lo strumento musicale autonomamente. Il laboratorio musicale si svolge in un'ampia sala di un teatro in disponibilità dell’ente.
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Sulle ali della fantasia. Laboratorio di lettura
L’attività si inserisce nel laboratorio “Sulle ali della fantasia”, nel corso del quale i partecipanti leggono dei libri scelti tra quelli proposti. Si colloca nel settore educativo e formativo. Gli educatori propongono questo percorso a fronte delle difficoltà presentate da bambini e ragazzi nella lettura e nella comprensione del testo, dunque, l’attività è significativa perché in risposta a quanto osservato mira a colmare le lacune e ad avvicinare i minori al vasto mondo della lettura. Il laboratorio si rivolge ai minori di età compresa tra i 6 e i 16 anni. Gli obiettivi dell’attività sono: migliorare le capacità di lettura, migliorare la comprensione del testo, stimolare la fantasia e l’interesse verso la lettura, arricchire il linguaggio ed il vocabolario migliorando le capacità di comunicazione verbale e migliorare le capacità espressive. Il laboratorio si svolge una volta a settimana per un’ora, con gli educatori di riferimento. Durante il laboratorio i minori scelgono dalla libreria un libro, si dispongono in cerchio e a turno leggono e spiegano quello che hanno compreso. Una volta terminata la lettura del libro si genera un confronto di idee prendendo spunto dagli argomenti trattati dal libro. È svolto anche un percorso parallelo con alcuni minori che manifestano gravi difficoltà nella lettura e nella comprensione del testo, dedicando mezz’ora al giorno alla lettura individuale con il supporto dell'educatore di riferimento. Dopo la lettura i minori fanno un disegno su quanto compreso del testo, creando momenti di condivisione della storia in relazione all’elaborazione grafico-pittorica del racconto. Le metodologie utilizzate sono il circle time e il cooperative learning. Il laboratorio si svolge presso i locali del Centro diurno.
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Il nostro gioco dell'oca. Realizzazione di un gioco.
L'attività svolta è un laboratorio artistico che si ricollega alla metafora impiegata nel corso del 2023: il gioco. Prevede la creazione di un vero e proprio gioco, a disposizione di tutti, e garantisce la partecipazione attiva di tutti i bambini e le bambine del Centro. Il laboratorio nasce dal bisogno di un allenamento della propria creatività e della propria motricità fine; inoltre, è realizzata anche come un'attività che possa permettere di instaurare uno scambio tra i partecipanti sulle proprie idee di personalizzazione e sulle proprie abilità e competenze artistiche. L'attività si rivolge a minori di età compresa tra i 3 e i 10 anni. Oltre alla realizzazione del gioco, tra gli obiettivi vi è lo scambio di idee sulla costruzione come, ad esempio l'utilizzo della pittura acrilica oppure dei semplici colori a tempera su di una base diversa dal consueto foglio. Il percorso prevede un incontro settimanale per circa un mese. Inizialmente vi è una scelta sul gioco da creare tramite un momento di condivisione e brainstorming. Dopo la selezione del gioco dell’oca, segue la fase della progettazione condotta attraverso una rappresentazione grafica delle singole caselle. Successivamente vi è la vera e propria realizzazione del gioco su un lenzuolo: la struttura del percorso, decisa con i partecipanti, è creata dagli educatori; le caselle sono decorate con tecnica scelte da uno o più partecipanti. Infine, vi è la creazione dei dadi, con un lavoro di raccolta materiali e attraverso la tecnica del decoupage. Per giocare bambini e bambine si trasformano in pedine e, a turni di tre-quattro, utilizzano il gioco trasformandosi protagonisti. Per questa specifica attività gli educatori si servono di un'ampia stanza presente nel Centro diurno così da garantire libertà di movimento ai partecipanti.
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Senso al futuro. Laboratorio di legalità
L’attività riguarda le azioni collegate alla Legalità rientra in un percorso laboratoriale di educazione che ha per oggetto la funzione delle regole e dei valori civili nella vita sociale, l’importanza della democrazia e dell’esercizio dei diritti di cittadinanza. Le attività sono accompagnate dalla realizzazione di lavori di creatività e abilità da parte dei minori del Centro e dal confronto con alcuni esponenti del mondo dell’antimafia. In prossimità della Giornata della legalità, gli educatori rilevano l’interesse sulla tematica tra i partecipanti e organizzano un percorso di approfondimento sul tema. L’attività si rivolge a bambine e bambini del Centro di età compresa tra i sei e i dieci anni. Gli obiettivi i sono i seguenti: riflettere sul concetto di legalità; sviluppare l’idea di legalità come bisogno del singolo e della società; dare risonanza all’importanza della legalità attraverso un’installazione visibile al pubblico. Sono previsti quattro incontri della durata di un’ora ciascuno. Oltre agli educatori di riferimento, il percorso coinvolge due testimoni che si sono impegnati nella difesa della legalità. Durante il primo incontro i partecipanti sono impegnati nella visione di documentari su Falcone e Borsellino, nel secondo si confrontano con una vittima di mafia e nell’incontro successivo con un agente delle forze dell’ordine. In entrambi gli appuntamenti, i partecipanti hanno la possibilità di porre domande e osservazioni agli ospiti. Durante il percorso, traendo spunto dai racconti dei due testimoni, bambine e bambini realizzano disegni e cartelloni sulla legalità e sulla cittadinanza attiva. La tematica è affrontata attraverso un percorso costante di valorizzazione del bene comune e della corresponsabilità, affinché i bambini e i ragazzi di oggi, possano diventare futuri cittadini onesti, consapevoli e, quindi, liberi. L’attività si svolge presso i locali del Centro.
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Educare nella complessità - Spazi di confronto e approfondimenti sui saperi e le pratiche professionali
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EduchiAMO al cinema. Cineforum al Centro
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Buon appetito piatto pulito. Percorso per un’alimentazione equilibrata
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In ognuno di noi c'è un supereroe! Soggiorno residenziale
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"Il Quartiere che vorrei". Un'iniziativa sulla partecipazione
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Educare in rete. Laboratorio di informatica
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Tracce di Sanità. Visita guidata e rappresentazione teatrale
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Aggregazione informale. Incontri liberi tra ragazzi
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Per fare una piazza. Esperienze di cittadinanza attiva
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Il gruppo a Ravenna. L'esperienza del viaggio
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Il Pe(E)r corso verso il futuro. Laboratorio d’arte e murales
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Ricomincio da me. Incontro con l’associazione
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Nel nome delle donne. Percorso contro la violenza di genere
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Nuova vita alle bambole. Laboratorio di cucito
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Insieme si vince. Laboratorio teatrale
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Vedi Napoli quanto è bella. Laboratorio alla scoperta della città
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La bellezza della nostra città. Laboratorio narrativo, espressivo, emotivo
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Fabula For Kids. Laboratorio artistico narrativo
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Difendiamo il nostro “oro blu”. Laboratorio per combattere lo spreco delle risorse idriche
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Oltre la maschera dell’indifferenza. Laboratorio per il superamento delle diversità culturali e l’accettazione delle diversità
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Facciamo la differenza. Laboratorio per riconoscere e superare gli stereotipi di genere
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Educare al ritmo…missione musica! Laboratorio musicale
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Sulle ali della fantasia. Laboratorio di lettura
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Il nostro gioco dell'oca. Realizzazione di un gioco.
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Senso al futuro. Laboratorio di legalità

