• Noi e la natura. Educazione all’ambiente

    L’attività educativa è volta alla sensibilizzazione dei minori verso il mondo della natura e all’acquisizione di alcune pratiche agricole come la piantumazione, la vendemmia e la vinificazione. Tale attività risponde al bisogno specifico di instaurare un rapporto adeguato con l’ambiente alla luce della tendenza, rilevata dagli operatori, relativa al progressivo allontanamento dei giovani dalla natura. Pertanto, la valenza educativa sta nel fatto che i partecipanti sono guidati da educatori ed esperti nell’acquisizione di stili di vita che implicano l’assunzione di comportamenti rispettosi verso l’ambiente in cui vivono. L’attività è rivolta ai minori frequentanti il Centro di età compresa tra i 3 e i 13 anni. L’obiettivo è far assumere consapevolezza ai partecipanti dell’importanza della natura e della tutela dell’ambiente, accrescendo anche il senso di collaborazione e di cooperazione tra i minori. È previsto un incontro settimanale, della durata di due ore. Le azioni prevalenti riguardano la piantumazione e la coltivazione di varie piantine nei giardini e nella serra biologica che i partecipanti portano avanti sotto la supervisione degli educatori e di alcuni esperti esterni, quali un giardiniere e un artigiano. Sono inoltre sviluppate azioni finalizzate alla realizzazione di manufatti inerenti al tema. In tal senso, un momento di forte aggregazione è costituito dall’evento della “Festa dell’Albero”, durante il quale sono esposti i manufatti realizzati. Per lo svolgimento delle attività sono privilegiate metodologie attive come la peer education, il cooperative learning e la didattica laboratoriale, in quanto coinvolgono attivamente i minori nel contesto educativo, favorendo il miglioramento dei comportamenti specifici e lo sviluppo delle life skills. Le attività hanno luogo prevalentemente nei giardini e nella serra biologica del Centro, mentre la produzione dei manufatti si realizza nell’auditorium.

  • ***Coreografia***

    Costruiamo la pace nel mondo. Laboratorio di sensibilizzazione sulla pace

    Costruiamo la pace nel mondo. Laboratorio di sensibilizzazione sulla pace L’attività comprende una serie di azioni sulle tematiche della pace e della guerra. Si colloca nel settore educativo e consiste in un cineforum, nel quale è proposta la visione di film classici (L’Impero del Sole) e di e contemporanei (La vita è bella), in laboratori di manualità, creatività (cartelloni, bandiere della pace, disegni), scrittura e lettura. Tali azioni rispondono a due esigenze individuate dagli operatori: da un lato alla volontà di sensibilizzare i minori del Centro su una serie di temi legati all’attuale periodo storico; dall’altro alla necessità di offrire elementi di riflessione sulle situazioni conflittuali che si trovano a vivere nella quotidianità. L’attività è destinata ai minori di età compresa tra gli 8 e i 12 anni. Gli obiettivi sono: stimolare nei minori il rispetto dell'altro, far loro assumere atteggiamenti positivi e collaborativi verso il prossimo e migliorare le loro relazioni e il modo di gestire la conflittualità. Il percorso è articolato in incontri settimanali, della durata di due ore, coordinati da due operatori e due esperti (un pedagogista e un sociologo). Ogni settimana è proposta ai partecipanti un’attività laboratoriale diversa. Dopo ciascuna attività laboratoriale o visione dei film, gli educatori aprono un dibattito sul tema della pace, al quale i minori sono invitati a partecipare in modo attivo esprimendo le loro opinioni. Le metodologie impiegate sono il cooperative learning e la messa in campo dei lavori di gruppo (circle time, problem solving, role playing, peer education), per migliorare il senso di collaborazione e l’integrazione tra i partecipanti. Per la conclusione del percorso è previsto l’allestimento di un evento finale con uno spettacolo sul tema. Le attività hanno luogo nei laboratori, nei giardini e nella palestra del Centro.

  • ***Sii turista nella tua città***
I minori del Centro hanno realizzato un castello a seguito di un percorso volto alla conoscenza dei monumenti storici della nostra città

    Sii turista della tua città. Laboratorio sulla scoperta di Napoli

    L’attività si inserisce all’interno dei laboratori di cittadinanza attiva e riciclo creativo e prevede un percorso di approfondimento e conoscenze della città di Napoli, condotto attraverso la realizzazione di manufatti che riproducono monumenti cittadini. Il laboratorio è significativo sia perché risponde alla necessità di far lavorare in gruppo i partecipanti di lavorare tra di loro in modo da creare legami solidi e duraturi sia perché li sensibilizza sui temi della conoscenza del contesto e del rispetto dell’ambiente. L’attività si rivolge a bambine e bambini di età compresa tra i 3 e gli 11 anni che frequentano il centro, divisi in sei gruppi, ciascuno composto da dieci minori. Gli obiettivi dell’attività sono i seguenti: far capire l'importanza del riutilizzo dei materiali ed evitare sprechi; trasmettere ai minori il valore della cooperazione e stimolare la fantasia; conoscere meglio la propria città. Il progetto prevede la partecipazione a un incontro di due ore settimanali per ciascun gruppo. In una prima fase i partecipanti, con l’ausilio degli educatori, scelgono i monumenti e ne approfondiscono la storia, grazie all’ausilio di strumenti tecnologici, ne annotano le parti più importanti per poi riscriverle su un cartellone accanto a delle rappresentazioni. Nelle fasi successive sono impegnati nella ricostruzione del Castello con materiali da riciclo, quali rotoli di carta, bicchieri di plastica, cartoni, pittura, frammenti di cartelloni. Le principali metodologie utilizzate sono state la cooperative learning e la didattica laboratoriale. L’attività è svolta negli spazi del Centro adibiti per i laboratori.

  • S-colleghiamoci. Percorso educativo sui social

    L'attività rientra nel laboratorio di educazione all’uso virtuoso dei social network e riguarda un percorso relativo all'approfondimento del sapere informatico e alla trasmissione di informazioni su tecniche e strumenti di questo settore. L'attività risponde al rischio, rilevato dagli operatori, a cui si espongono i ragazzi utilizzando i social con modalità improprie, non rispettose della propria e dell'altrui dignità. Il laboratorio coinvolge i minori dei gruppi di età compresa tra i 9 e i 15 anni. L’obiettivo del laboratorio è indagare le molteplici forme inappropriate dell'uso dei social media e fornire le indicazioni utili per riconoscerle, affinché i minori possano modulare con i social network un rapporto sano e costruttivo. Il laboratorio prevede un incontro settimanale della durata di un'ora ed è guidato da una psicologa dell’età evolutiva, esperta nell’uso dei dispositivi digitali, con la partecipazione degli educatori di riferimento. La professionista propone gli argomenti e le attività concrete da svolgere. È fornito ai partecipanti un supporto tecnico informatico su come si usa un software o un dispositivo e un sostegno più generale, che aiuti il minore a rendersi conto di come funzionano i social, come individuare una fonte attendibile ed evitare "fake news", come utilizzare in sicurezza un motore di ricerca e, principalmente, quali sono i valori cui dobbiamo fare riferimento e le regole da rispettare nell'utilizzo dei social media: la tolleranza, la condivisione, il rispetto per le diversità, la privacy, la buona fama. Tra gli argomenti, uno spazio particolare hanno i temi del cyber bullismo, dei post violenti o inappropriati, dei giochi online, delle challenges perché proprio in questi ambiti i minori manifestano le proprie vulnerabilità. La metodologia utilizzata è il learning by doing. Tale metodo consente ai ragazzi di costruire la teoria attraverso la propria esperienza dell’utilizzo del digitale. Inoltre, viene data la possibilità di consolidare le nozioni apprese mediante la gamification. L'apprendimento si consolida attraverso giochi, quiz costruiti ad hoc e tramite l'uso della tecnologia, poiché ciascun partecipante può usare un pc. Il laboratorio si svolge in un’aula del Centro adibita esclusivamente a questo laboratorio.

  • Le sfumature dell’amore. Laboratorio sulla conoscenza delle emozioni

    L’attività si colloca nel settore educativo, rientra nel laboratorio sulle emozioni e riguarda un percorso di riflessione sul tema dell’amore, sulle emozioni e sulla condivisione dei propri stati d’animo, concluso in occasione del giorno di San Valentino. Gli operatori registrano una difficoltà tra i partecipanti nella manifestazione dei propri sentimenti. A fronte di tale difficoltà, propongono questa attività per supportarli nelle modalità di espressione delle emozioni e nelle relazioni con gli altri significativi e con i pari. I destinatari sono minori di età compresa tra i 3 e i 16 anni. L’obiettivo è la promozione del riconoscimento delle proprie emozioni, la valorizzazione e l’ampliamento della visione dell’amore e la riflessione sulle varie sfumature che può assumere. L’attività prevede un incontro a settimana della durata di un’ora e mezzo circa. Gli educatori conducono la riflessione e propongono spunti di discussione sui quali attivare il confronto, facendo ricorso alla metodologia del dialogo in circle. Infatti, nel corso degli incontri sono proposti diversi approfondimenti sugli aspetti connessi alla tematica principale. I partecipanti si confrontano sull’amore verso i familiari, i fratelli, gli amici e i pari, e riflettono sulle manifestazioni dei sentimenti nelle varie forme. Nella fase conclusiva, i partecipanti guardano un video sull'amore, nel quale ragazze e ragazzi coetanei riflettono sul sentimento. In seguito alla visione, esprimono le proprie considerazioni, scrivono su un bigliettino anonimo la loro risposta alla domanda “Che cos'è per te l'amore?”, in modo da garantire riservatezza soprattutto ai più introversi. Dalla lettura dei biglietti si avvia un’ulteriore fase di confronto e riflessione e tra i pari e gli educatori. L’attività è svolta presso i locali interni del Centro diurno.

  • ***Emozioni in gioco***
I ragazzi cominciano la propria presentazione

    Emozioni in gioco. Laboratorio di conoscenza del sé

    Il laboratorio Emozioni in gioco si basa su un percorso di conoscenza e di percezione del sé che si colloca nel settore educativo. L’attività riguarda un ciclo di incontri nel corso del quale è prevista la scrittura delle loro emozioni e la condivisione dei testi prodotti con il gruppo dei pari. Tale attività risulta significativa perché risponde a un bisogno rilevato dagli operatori nel gruppo dei minori più grandi, relativo alla difficoltà a esprimere le proprie emozioni e a riconoscerle. I destinatari delle attività sono 18 minori di età compresa tra gli 8 ed i 16 anni. L’obiettivo specifico dell’attività è quello di offrire ai partecipanti adeguate opportunità di esplorazione ed elaborazione dei loro mondi emozionali e relazionali, in modo da acquisire le giuste abilità emotive e sociali necessarie a costruire dinamiche relazionali positive nel gruppo e prevenire così situazioni di disagio. Il laboratorio ha cadenza settimanale, con una durata di due ore. I professionisti coinvolti sono due educatori dell’equipe stabile. Nel corso degli incontri sono esplorate diverse sotto-tematiche, in tal senso uno spazio particolare è dedicato a un’emozione particolarmente diffusa tra i partecipanti, ovvero la rabbia. La metodologia utilizzata è quella del circle time di tipo attivo, che crea tra i partecipanti esperienze di comunicazione, condivisione e di relazione autentica. Si ritiene che questa metodologia sia quella più efficace per l’età dei ragazzi coinvolti poiché li pone al centro del processo di apprendimento. Per ogni sentimento esplorato, si utilizza un foglio nel quale sono indicate situazioni differenti e, per ciascuna di queste situazioni, i minori possono trascrivere la propria emozione. I testi sono infine condivisi con l’intero gruppo, permettendo così un confronto collettivo. Gli strumenti impiegati sono fogli da disegno e materiale per la scrittura ed il disegno, come penne, pastelli e pennarelli; spesso vengono utilizzati post-it su cui scrivere i propri stati d’animo da utilizzare poi come materiale di gruppo per l’elaborazione del laboratorio. L’attività si svolge nel salone principale del Centro diurno.

  • PiantiAMOci. Laboratorio di giardinaggio

    Il laboratorio PiantiAMOci si colloca nel settore educativo e prevede una serie di azioni finalizzate alla riqualificazione delle aiuole degli spazi del nostro centro. È un’attività significativa perché permette ai bambini di aumentare la consapevolezza sull’importanza degli spazi verdi e del prendersi cura dell’ambiente, rendendo al contempo il cortile del Centro, luogo di incontro e socializzazione, sicuro e accogliente. Sono coinvolti nell’attività bambine e bambini del Centro del sottogruppo “Proviamoci”, che va dai 6 ai 10 anni. La finalità di tale attività è quella di accrescere nei più piccoli la consapevolezza del bisogno di prendersi cura della Terra mediante un’attività che rende necessario l’utilizzo dei sensi per mettersi in contatto con la natura e sviluppare abilità diverse, quali l’esplorazione, l’osservazione e la manipolazione. Sono previsti 30 incontri con cadenza settimanale e, oltre agli educatori di riferimento, vi è la presenza di un’esperta di giardinaggio. I ragazzi partecipano a tutte le fasi dell’attività: preparano acqua, e terra, seminano il terreno, migliorano la motricità-fine attraverso l’utilizzo di palette e rastrelli e, infine, piantano fiori di vario genere. La metodologia utilizzata è quella dell’Outdoor education che consentite ai partecipanti l’accrescimento delle proprie capacità sociali in un contesto differente da quello scolastico o familiare. Il laboratorio si svolge sia nelle aree esterne del Centro sia in altri spazi verdi dell’istituto che, per ragioni di distanza, risultano meno frequentate dai minori del Centro.

  • Tutti in scena. Laboratorio di teatro

    L’attività si colloca all’interno del laboratorio teatrale del Centro diurno e riguarda la preparazione e la messa in scena di una riduzione di “Natale in Casa Cupiello” di Edoardo De Filippo. La scelta di questo testo è condivisa con i partecipanti a fronte del loro desiderio di rappresentare una delle opere del drammaturgo napoletano, nato nel loro quartiere. Questa commedia, inoltre, si presta molto bene a rappresentare, in maniera divertente, uno spaccato ancora vero di dinamiche familiari e sociali dei vicoli del Rione Sanità. Partecipano all’attività bambine e bambini di età compresa tra i 9 e i 13 anni. L’attività aiuta a raggiungere diversi obiettivi educativi: il superamento di aggressività e tensioni, la capacità di esprimere le proprie emozioni, il rafforzamento della fiducia in sé stessi, l’avvio del processo di consapevolezza del proprio “io”, l’utilizzo di strumenti nuovi per la formazione del gruppo. Sono previsti incontri bisettimanali di circa 90 minuti, guidati dagli educatori. La prima parte degli incontri è dedicata a brevi esercizi preparatori, alla lettura dei testi e alla riflessione sul copione e sul significato dell’opera. Nella seconda parte i ragazzi sono impegnati nella vera e propria azione scenica, interpretando i ruoli e le parti del copione loro assegnato. Gli strumenti sono quelli tipici dell’arte drammatica. La metodologia del laboratorio teatrale è calibrata per età. Per i più piccoli l’approccio al teatro è incentrato sul gioco, sulla fiaba, sui racconti legati alla tradizione napoletana ed espresso con diversi esercizi che partendo dal ritmo arrivano gradualmente all’improvvisazione, alla drammatizzazione e, infine, allo spettacolo finale. Per tutti, il percorso laboratoriale si articola nei seguenti moduli espressivi: ritmo e movimento, voce e intenzione, emozioni, esercizi di improvvisazione e drammatizzazioni, esercizi di approccio ai testi d’autore e di invenzione; produzione teatrale. L’attività si svolge presso la Sala teatro del Centro diurno.

  • ***Materiale raccolto***
Immagine dei rotoli con i quali lavorare

    Nuova vita ai materiali usati. Laboratorio di riciclo creativo

    L’attività è un laboratorio di riciclo creativo che si colloca nel settore educativo e prevede la realizzazione di un manufatto, ovvero di un portapenne, dal recupero di rotoli di carta igienica. Tale scelta si rivela significativa per spiegare e rendere tangibile come un rifiuto possa avere una nuova vita, un nuovo utilizzo nella quotidianità. Più in generale, la proposta dell’attività nasce dall’esigenza avvertita dagli operatori di sensibilizzare la platea di bambine e bambini, non particolarmente attenti al tema, all’emergenza della salvaguardia dell’ambiente. I destinatari sono minori di età compresa tra 8 e 12 anni, uniti in un gruppo di 10. L’obiettivo del laboratorio è far comprendere come un rifiuto possa essere riutilizzato, lavorando sul concetto di riduzione degli sprechi, facilitare l’acquisizione di comportamenti consapevoli rispetto all’ambiente e l’interiorizzazione di comportamenti e regole della convivenza civile ed ecologica. Ulteriori obiettivi specifici dell’attività riguardano lo sviluppo della motricità fine, la capacità di percepire e discriminare materiali diversi in funzione del progetto da realizzare, di verbalizzare le esperienze e di acquisire il concetto di trasformazione. L’attività viene svolta con scadenza settimanale e ha durata di due ore. Il professionista coinvolto è l’educatore professionale. La metodologia impiegata prevede il coinvolgimento diretto dei partecipanti nella scoperta dei materiali, stimolando e sviluppando la curiosità riguardo l’ambiente. Durante il laboratorio l’educatore assegna il materiale raccolto ad ogni minore (rotolo, pasta secca, colla vinilica, pennello, forbici dalla punta arrotondata tempere colorate), successivamente illustra il procedimento da svolgere. Gli strumenti sono scelti perché idonei alla realizzazione del manufatto. L’attività si svolge in una stanza del Centro diurno polifunzionale.

  • Lettura in cucina. Laboratorio di lettura, cibo, creatività

    L’attività si inserisce nell’ambito di un laboratorio di cucina per bambine e bambini e prevede sia la lettura dei libri sia il confronto con gli strumenti e le materie prime necessarie per la preparazione di un piatto. Il laboratorio permette quindi di trattare tematiche proprie a discipline diverse quali l’educazione all’immagine, la scrittura, la lettura, l'esposizione orale, le misure di peso e capacità, l’educazione alimentare, lettura e produzione di testi regolativi. Secondo le considerazioni degli operatori, l’attività è significativa perché promuove l’interesse verso la lettura e trasmette, al contempo, la curiosità verso una conoscenza più approfondita del cibo. Il laboratorio è rivolto a tutti i bambini dai 4 agli 11 anni. Gli obiettivi dell’attività sono i seguenti: la promozione della conoscenza dei cinque sensi, l’uso della cucina come stimolo per la fantasia, infine, l’ascolto e la capacità di memorizzare una ricetta o di una storia. Il laboratorio di cucina si svolge una volta a settimana, per due ore circa, sono coinvolti gli educatori. La metodologia impiegata è il cooperative learning. Durante ogni incontro si seguono alcune procedure, annotate in un cartellone, come: lavarsi le mani, leggere la ricetta su un cartellone, reperire gli ingredienti e gli strumenti, pesare, mescolare, impastare, infornare, apparecchiare, disegnare e/o scrivere e degustare il proprio lavoro. Si tratta di azioni che includono competenze pratiche, motorie e cognitive. La ricetta scritta su cartellone prevede anche il supporto grafico di alcuni disegni, per facilitare la comprensione dei bambini che non leggono. Ogni compito è suddiviso tra i minori, tenendo in considerazione le varie abilità e/o difficoltà. Sono utilizzati utensili da cucina quali, forno elettrico professionale multifunzione (già a disposizione della scuola), pentole, tagliere, stampini per torte e biscotti, bottiglie e contenitori di varie misure, e alimenti necessari per la realizzazione dei piatti. Le attività sono documentate attraverso foto e filmati e le ricette scritte e riunite in un piccolo ricettario. Le attività sono condotte negli spazi della mensa e nel laboratorio di Arte ed immagine del Centro.

  • ***La recitazione***

    Musical Napul’è. Laboratorio di recitazione, canto e ballo

    L’attività riguarda la preparazione e la messa in scena del musical “Napul'è”, con prove di canto, recitazione e ballo e rientra nel laboratorio di teatro. Si colloca nell’ambito educativo e risponde al bisogno, rilevato dagli operatori all’interno del gruppo, di favorire l’integrazione e la cooperazione dei minori in vista di un obiettivo comune. Questo tipo di attività è quindi particolarmente adatta nel favorire i processi d’inclusione anche dei minori con bisogni educativi speciali perché attraverso la recitazione, il canto o il ballo, ogni bambino è stimolato a fare emergere il meglio di sé. I destinatari sono 30 minori di tutte le fasce di età, tra i 3 e i 16 anni, divisi in gruppi. Gli obiettivi includono: sviluppo delle competenze emotive e sociali; scoperta ed espressione delle proprie capacità creative e artistiche; realizzazione di un progetto comune e affrontare le proprie paure ed esporsi al pubblico. L’attività prevede un appuntamento a cadenza settimanale e si articola attraverso un periodo di realizzazione tra strutturazione, organizzazione e prove. Nella fase iniziale, l’equipe educativa si occupa della scrittura del copione e della scelta delle canzoni. In seguito, la scelta dei ruoli è condivisa con i partecipanti, a seconda delle attitudini di ciascuno. Ad ogni gruppo viene illustrata l'attività ed è affidato un copione da studiare con l'educatrice di riferimento attraverso l’apprendimento cooperativo: i minori vengono divisi in piccoli gruppi da cinque ed insieme imparano e ripetono i testi aiutandosi a vicenda. Quando il percorso di memorizzazione arriva a buon punto, il percorso si amplia anche all’apprendimento dei testi delle canzoni e ai balli, questi ultimi con l'aiuto di una maestra di danza. Le attività relative alla preparazione dello spettacolo sono svolte presso la sede del Centro. Il musical è messo in scena presso i saloni parrocchiali della Chiesa del quartiere Soccavo e ha visto la partecipazione di numerose famiglie.

  • Il Kit del genitore efficace. Gruppi per genitori per affrontare l’adolescenza

    L’attività riguarda un ciclo seminariale formativo ed informativo volto ad offrire un supporto concreto ai genitori al fine di renderli consapevoli circa il loro ruolo tra risorse e criticità, soprattutto rispetto alla fase preadolescenziale e adolescenziale. Tale ciclo di incontri ha un mandato di prevenzione, in quanto le criticità emerse durante le attività del Polo, l’esperienza del servizio nel lavoro con le famiglie ed il costante raccordo con i servizi sociali territoriali, mette in luce la necessità di intervenire preventivamente a supporto della funzioni genitoriali ancor prima della rilevazioni di situazioni di disagio conclamato. I destinatari dell’intervento sono genitori segnalati dal servizio sociale territoriale e beneficiari di misure di sostegno al reddito, con figli nella fase adolescenziale, interessati ad approfondire tematiche inerenti alla genitorialità, il sistema famiglia in tale fase del ciclo di vita. La finalità è quella di sostenere una genitorialità efficace, in un’ottica di empowerment prevenendo i rischi legati all’adolescenza; creando così uno spazio di confronto, riflessione e condivisione; promuovendo una maggiore consapevolezza sulle tematiche relative al sistema famiglia attraverso un ascolto attivo. Gli incontri sono quattro, con cadenza mensile, dedicati a tre tematiche: le varie tipologie di famiglia; la comunicazione efficace tra genitori e figli, distinguendo modalità comunicative funzionali e conflittuali; la prevenzione del rischio in adolescenza, con i relativi sotto-temi (quali, cyber-bullismo, emozioni digitali, dipendenza dai social, rischi connessi alla sessualità, uso precoce di sostanze). Gli operatori, uno psicologo ed un educatore, hanno il ruolo di facilitare la comunicazione e la circolarità delle informazioni a partire da stimoli proiettivi, audiovisivi, informativi e tecniche come il role-playing, il circle-time, lo psicodramma, proiezione di frame di film e strumenti grafico-espressivi. Per supportare le famiglie, il Polo produce un opuscolo informativo con le linee guida del percorso. Gli incontri sono organizzati presso la sede del Polo, nei locali predisposti per tale attività.

  • A tu per tu. Percorso di gruppo sulle emozioni per i genitori.

    L’attività prevede un percorso di gruppo rivolto ai genitori, già seguiti dal servizio, per i quali sono attive azioni di accompagnamento familiare e di educativa domiciliare. L’idea nasce dal bisogno di ciascun genitore, emerso nel corso dell’accompagnamento, di soffermarsi sui vissuti emotivi personali e sui nodi critici nella relazione familiare, con il coniuge o con i figli. Il gruppo attiva forme narrative e supportive delle relazioni familiari proprio grazie alla condivisione delle storie. I destinatari sono nove genitori, che prendono già parte ai percorsi su indicati. L’obiettivo specifico è il miglioramento delle competenze relazionali e comunicative, attraverso il riconoscimento delle proprie emozioni e dei propri agiti, la gestione delle emozioni con l’altro, la narrazione dei vissuti e la condivisione con gli altri genitori per individuare strategie per affrontare gli eventuali conflitti. L’attività intende inoltre sensibilizzare il gruppo sull’importanza dello scambio tra famiglie come strumento di aiuto informale e di sviluppo di solidarietà orizzontale. La modalità di svolgimento degli incontri prevede il seguente format: introduzione, attivazione in gruppo sulla tematica dell’incontro, discussione e chiusura. Ogni incontro ha per oggetto una specifica tematica o reazione emotiva, quali ad esempio la sorpresa, il disgusto, la colpa, la vergogna, e specifiche modalità di esplorazione come il brainstorming, il cooperative learning, il circle time o l’ascolto attivo, attraverso le quali il gruppo può apprendere nuove modalità relazionali e spunti risolutivi di conflitti con i figli. Gli incontri sono condotti da una psicologa e da un educatore per favorire, tramite il gioco relazionale, la narrazione di vissuti emotivi critici e l’elaborazione congiunta. Il percorso è svolto nella sede operativa del servizio, riconosciuta come spazio di incontro per famiglie.

  • Indipendenze. Percorsi di formazione e confronto per genitori sull'adolescenza.

    L’attività riguarda un ciclo di incontri rivolto ai genitori sulle tematiche dell’adolescenza e si colloca nell’ambito degli interventi di accompagnamento alla genitorialità. Nel lavoro di accompagnamento familiare con le famiglie prese in carico presso il Polo, è emersa l'esigenza di accogliere gli interrogativi dei genitori, sostenerli e aiutarli ad essere protagonisti consapevoli del rapporto con i figli e della loro crescita. La fase adolescenziale, oltre a configurarsi come un fondamentale passaggio evolutivo, rappresenta un momento di grande cambiamento all'interno del nucleo familiare. Pertanto, risulta utile sostenere una riflessione su tale momento, rinforzando gli strumenti genitoriali nell'ottica della sperimentazione di sé e del sostegno alla crescita del minore. Il ciclo di incontri è dedicato a circa 25 genitori del territorio che affrontano la fase adolescenziale dei propri figli. Gli incontri di gruppo hanno l’obiettivo di aiutare i genitori ad elaborare il proprio ruolo attraverso uno spazio di riflessione sul periodo adolescenziale e di offrire una maggiore conoscenza delle dinamiche vissute da ragazze e ragazzi, aiutando le famiglie a raggiungere un equilibrio tra due compiti opposti: da un lato favorire il cambiamento e l’indipendenza emotiva (quindi “separarsi” dall’adolescente) ma dall’altro restare unita per poter essere una “base sicura”. L’attività è articolata in otto incontri, della durata di circa tre ore. Ogni appuntamento è dedicato a una tematica specifica, rispetto alla quale sono forniti ai partecipanti informazioni e strumenti di conoscenza e prevenzione. Gli incontri sono condotti da uno psicologo e un educatore dell'equipe e prevedono un momento di informazione iniziale, in cui è presentata la tematica, seguito da un confronto in piccoli gruppi. La suddivisione in sottogruppi permette a ogni partecipante di esprimersi rispetto alla tematica e di condividere le proprie esperienze familiari. Tale metodologia è utilizzata al fine di dare spazio sia a un momento formativo e informativo sia a un confronto tra i genitori. La possibilità di una discussione tra soggetti che vivono le stesse dinamiche appare utile ad abbassare le resistenze dei singoli partecipanti e a sostenere la condivisione in un’ottica di reciprocità e parità. Tutti gli incontri si svolgono presso la sede del Polo territoriale per le famiglie.

  • Dal seme alla fioritura. Percorso riflessivo sulla crescita per genitori e figli

    Dal seme alla fioritura. Percorso riflessivo sulla crescita per genitori e figli L’attività si colloca nell’ambito dei percorsi di accompagnamento familiare e propone una serie di incontri di gruppo per genitori e figli per confrontarsi su alcuni temi relativi al processo di crescita, inteso come “fioritura” e trasformazione, soffermandosi sul prendersi cura dell’altro e sull’autonomia. La rilevanza di questi incontri deriva dalla considerazione del bisogno di un ulteriore spazio di riflessione sul tema della crescita, rilevato dagli operatori nei nuclei familiari, già seguiti dal servizio e coinvolti in percorsi di accompagnamento con i dispositivi di educativa domiciliare e incontri presso il Polo. Tale percorso si rivolge a tre nuclei familiari con figli di età compresa tra i cinque e i dieci anni. Il fine è sollecitare un atteggiamento educativo orientato a porre attenzione nel far “germogliare” le potenzialità di bambine e bambini. L’attività è, inoltre, finalizzata a creare uno spazio significativo nel rapporto genitori-figli, stimolando la riflessione sullo sviluppo delle competenze e potenziando al contempo il processo di cura dell’adulto e del bambino a partire dalle attività esperienziali proposte. L'attività si svolge nell'arco di quattro incontri a cadenza quindicinale. Ciascun incontro è portato avanti da uno psicologo e un educatore. I temi affrontati nel percorso sono i seguenti: nascita e attesa; unicità e risorse personali; aspettative e desideri; separazione e individuazione. Durante gli incontri, nella fase iniziale, lo psicologo introduce ai genitori la tematica con riferimenti al ciclo di vita della famiglia, stimolando la partecipazione e il confronto attraverso il circle time e lo storytelling su esperienze quotidiane e personali. L’educatore, parallelamente, accoglie i bambini, anch’essi in circle time, e li introduce alle attività manuali che successivamente sono sperimentate anche con i genitori. In una seconda fase, infatti, genitori e figli insieme si cimentano nei diversi momenti relativi alla coltivazione di una pianta: preparare il terreno; realizzare il collage per creare il vaso dove piantare il seme; curare l’attività manipolativa per seguire il germoglio in crescita, fino alla fase finale in cui ciascuno porta con sé il frutto del proprio lavoro. Gli incontri sono organizzati nell’ambiente del Polo dedicato alle attività creative.

  • Invito da parte del conduttore ad accomodarsi (i bambini in genere si mettono sul tappeto, mentre gli adulti preferiscono accomodarsi sulle sedie)

    Emozioni in fiaba. Letture in gruppo per genitori e figli

    L'attività si colloca nell’area dell’accompagnamento alla genitorialità in ottica di promozione sensibilizzazione e prevenzione a bassa soglia. Consiste in incontri di gruppo con la presenza di figli e genitori, durante i quali si leggono fiabe su temi che riguardano il ciclo di vita di bambine e bambini (crescita, separazione, dolore, perdita, diversità, rapporti in famiglia e nel gruppo dei pari) e le emozioni (paure, invidia, gelosia, felicità). È un’attività significativa poiché garantisce a bambini e genitori la possibilità di condividere uno spazio e un tempo dedicato, durante il quale i primi possono esprimere le proprie emozioni e i secondi possono far percepire ai figli la propria vicinanza emotiva. Si rivolge a famiglie con minori tra gli otto e i dieci anni di età. Per favorire una maggiore partecipazione e diffusione dell’iniziativa, l’attività è promossa presso le scuole primarie della Municipalità 2, attraverso incontri tra coordinatore ed insegnanti o tramite la presentazione dell’iniziativa durante gli incontri scuola-famiglia. La realizzazione del gruppo prevede la partecipazione attiva dei genitori e laddove disponibili di insegnanti interessati. Gli obiettivi delle attività riguardano l’approfondimento della conoscenza delle emozioni dei bambini, lo sviluppo di una maggiore propensione al confronto tra pari e l’avvicinamento tra genitori e figli attraverso lo strumento della lettura. L’attività è articolata attraverso quattro incontri con cadenza settimanale, della durata di due ore. La lettura delle fiabe avviene in un setting rilassato e informale, la presenza di bambini e adulti di rifermento consente di attivare un processo di ascolto attivo, interiore, rispetto ai propri sentimenti (attraverso tematiche affettive proiettate su personaggi del mondo animale, del mondo magico) e a quelli di tutti i presenti (attraverso le riflessioni, i disegni e la restituzione finale). Conducono il gruppo una psicologa e due educatrici. L’attività si svolge nella sala gruppi del Polo per le famiglie, uno spazio accogliente, gioioso e arredato con tappeti e cuscini, sedie e tavolini, scelto perché consente la serenità necessaria all'espressione delle emozioni e riflessioni da parte di figli e genitori.

  • La funzione normativa del genitore. Informazioni e riflessioni per gruppi genitoriali

    L’attività rientra tra gli interventi a bassa soglia condotti dal Polo familiare e riguarda un percorso di informazione e riflessione per gruppi di genitori sulle criticità del proprio ruolo. La decisione di organizzare il percorso sul tema delle funzioni normative genitoriali discende da due motivazioni: il lavoro sinergico con i servizi sociali territoriali che evidenziano sempre più, quali bisogni emergenti del territorio di riferimento, le difficoltà dei genitori nell’esercizio delle funzioni di guida, e la risposta ad uno dei mandati del servizio Poli territoriali, ossia sensibilizzare, promuovere le riflessioni sui temi della genitorialità in ottica di aggancio e prevenzione. L’attività è proposta a due distinti gruppi, composti rispettivamente, il primo dai genitori individuati tramite le attività di promozione e pubblicizzazione del gruppo curate dal Polo ed il secondo dai genitori segnalati dal servizio sociale territoriale percettori di misura di sostegno economico. Gli obiettivi dell’attività sono i seguenti: sostenere il potenziamento delle competenze educative e le risorse personali dei genitori; costruire uno spazio neutrale di confronto in cui condividere l’analisi delle modalità di gestione dei comportamenti dei figli; proporre delle chiavi interpretative relative al disagio intergenerazionale; promuovere l’esperienza del gruppo come espressione di dinamiche di rispecchiamento e mutuo-aiuto tra i partecipanti. L’attività prevede sette incontri per gruppo, realizzati nell’arco di quattro mesi, con una durata di tre ore a incontro. I gruppi sono curati da uno psicologo e un educatore. Ogni incontro è articolato come segue: al momento di accoglienza segue l’introduzione, da parte dei conduttori, del tema trattato; la successiva fase espressiva e di rappresentazione simbolica è condotta tramite l’utilizzo di strumenti metodologici tipici del lavoro di gruppo, come circle-time, brainstorming, giochi di ruolo, simulazioni, comunicazione paradossale e debate. L’incontro si chiude con la valutazione conclusiva delle attività. I temi affrontati riguardano aspetti della vita familiare e dell’esperienza individuale di ciascun genitore, quali: il modello genitoriale, l’esperienza filiale vissuti all’interno della famiglia d’origine; il modello genitoriale praticato o auspicato; i conflitti relazionali; la trigenerazionalità; i comportamenti espressivi del disagio minorile. I gruppi si riuniscono in due spazi diversi: presso la sede del Polo e presso i locali messi a disposizione dall’Istituto Comprensivo “Fiorelli” in via Campanella. In particolare, la scuola è scelta per facilitare la partecipazione di genitori domiciliati in luoghi distanti dalla sede del Polo.

  • Creiamo il setting

    Il gioco prende forma. Laboratorio sulle relazioni

    All’interno del laboratorio ludico-creativo “Il gioco prende forma” è realizzato un percorso di approfondimento della civiltà greco-romana. Tale approfondimento, oltre allo sviluppo di conoscenza tematica, prevede attività svolte in squadra, quali la realizzazione di oggetti o duelli. L’attività è significativa poiché risponde al manifestarsi di alcune dinamiche relazionali conflittuali all’interno del gruppo di partecipanti al laboratorio. A fronte di tali dinamiche gli operatori propongono una riflessione sui contrasti nel gruppo proprio a partire da alcuni interrogativi sui gladiatori: chi erano? Perché combattevano? E noi perché non riusciamo a stare insieme? In particolare, facendo riferimento ai conflitti intra-gruppo, la lotta è scelta come strumento per affrontare l’avversario con il valore educativo che aveva per i gladiatori (essa era finalizzata a intrattenere il pubblico) che spesso dovevano vivere una intesa reciproca per rendere lo spettacolo più avvincente. L’attività si rivolge a dieci minori di età compresa tra gli otto e i dodici anni. L’obiettivo è il miglioramento e la gestione meno conflittuale delle relazioni tra pari all’interno del gruppo. Il percorso di approfondimento ha una durata di circa due mesi, con cadenza settimanale. Partecipa all’attività un educatore professionale. In una prima fase, attraverso il metodo del brainstorming, i partecipanti sono guidati ad esprimere le difficoltà e i disagi del gruppo. Successivamente ragazze e ragazzi si suddividono in quattro squadre (dai nomi delle divinità del mondo greco-romano), ciascuna delle quali inventa un rito di saluto e riconoscimento (incentivando così la partecipazione attiva). Ogni squadra si impegna nella progettazione e nella realizzazione di oggetti (fiaccole, corone di alloro, spade, scudi e maschere utilizzando cartoni, pittura e materiali di riciclo). Dopo la scelta dei gladiatori, le squadre si sfidano a due a due in duelli che prevedono l’uso di spade, scudi e maschere. Le squadre non coinvolte, a turno, osservano e valutano le azioni. L’attività si conclude con il saluto e il riconoscimento di fronte al Senato, in una sorta di gioco-ruolo in cui l’operatore aiuta i ragazzi a riconoscere le qualità dei singoli, delle coppie, dei rapporti emersi durante tutto il percorso. La visita della mostra al Museo archeologico nazionale di Napoli conclude il percorso. L’attività si svolge nella sede del centro Casa Luisa.

  • ***Locandina***

    Tornando a casa. Laboratorio di scrittura e rappresentazione teatrale

    L’attività descritta riguarda la scrittura di un testo realizzata all'interno del laboratorio di teatro. È significativa perché risponde al bisogno del gruppo di raccontarsi nel periodo della pandemia. Ha valenza educativa in quanto può essere considerata uno strumento preventivo di disagio emotivo. Coinvolge 15 adolescenti dai 14 ai 18 anni. Gli obiettivi riguardano la dimensione individuale e quella di gruppo: il lavoro sul sé favorisce il superamento di difficoltà legate all’insicurezza e aumenta la consapevolezza rispetto alle proprie capacità e potenzialità. Il confronto all’interno del gruppo rafforza l’ascolto e l’empatia e consolida relazioni positive tra pari e con gli adulti. Gli incontri di due ore si svolgono una volta a settimana. I professionisti coinvolti sono un educatore e un esperto di teatro. Nelle fasi iniziali del percorso, i partecipanti scelgono il ritorno come tema sul quale lavorare per la struttura narrativa del copione: la scelta deriva dalle riflessioni rispetto ai vissuti di isolamento sociale legati alla pandemia. Il ritorno a cui fanno riferimento è inteso come ritorno a spazi fisici (e non solo virtuali) di relazione e verso luoghi familiari (la scuola, di incontro). Nelle fasi successive, oltre alla scrittura, è preparata la messa in scena del testo. Le metodologie educative scelte valorizzano la cooperazione: all’interno del circle time i ragazzi si confrontano in un clima favorevole e in uno spazio privo di giudizio, in cui sono esplicite le regole condivise e nel quale si favorisce l’assunzione di responsabilità e la valorizzazione delle differenze e delle risorse di ciascuno; il brainstorming permette la circolazione creativa di idee ed offre ai partecipanti la spinta ad ottimizzarle e contaminarle così da produrne di nuove e condivise, elemento essenziale per la scrittura di gruppo; infine, l’utilizzo del peer tutoring potenzia abilità individuali, scambio attivo di esperienze e agisce sull’autostima. Si utilizzano poi giochi di ruolo e tecniche teatrali per l’uso di voce, corpo e spazio. Il percorso si svolge nella sede dell’ente, in uno spazio adeguato alle attività. Lo spettacolo finale si realizza nel teatro dell’Istituto S. A. La Palma, una struttura che accoglie persone senza dimora. La scelta del teatro si basa sull’idea educativa di offrire ai ragazzi la possibilità di sperimentare un utilizzo sociale dell’esperienza teatrale.

  • Bric-orto. Laboratorio di agricoltura e manipolazione

    L’attività, che nasce nel 2016, consiste nella cura dell’orto collocato in uno spazio esterno alla sede operativa del LET e si realizza anche mediante la creazione di manufatti utili ad abbellire e a rendere funzionale tale spazio. Ha una forte valenza educativa e formativa: la regolare cura delle piante valorizza le relazioni interpersonali nel gruppo e orienta a un positivo rapporto con la natura e con i suoi ritmi. Tale attività è significativa anche perché si rivela uno strumento di sensibilizzazione per la tutela del territorio di appartenenza e, inoltre, consente di maturare un approccio reale sui consumi alimentari e sulla selezione di prodotti a chilometro zero. Risponde anche all’esigenza di poter svolgere attività all'aria aperta e a contatto con la natura in un quartiere, come Pianura, che non dispone di molti spazi verdi. I destinatari sono 16 ragazze/i di età compresa tra 13 e 16 anni. Gli obiettivi che si intendono perseguire sono: la progettazione partecipata, la capacità di realizzare un disegno/progetto comune e la soddisfazione di raccogliere il prodotto finito. L’attività viene svolta ogni lunedì per tre ore. Oltre agli educatori del LET, sono coinvolti nell’attività gli operatori di Zappa Social, associazione napoletana con cui Xenia è in rete che si occupa della cura dell’ambiente e mette a disposizione dell’educativa lo spazio verde da coltivare. I partecipanti sono guidati nell'attività di semina, di attesa e di raccolto. Inoltre, realizzano arredi, costruiti con materiali di riciclo, per rendere l’orto piacevole e funzionale. L’approccio metodologico è orientato alla pedagogia del fare insieme e alla valorizzazione delle capacità individuali, criterio guida per aumentare l’autostima dei partecipanti. Nei lavori di gruppo è privilegiato l’apprendimento tra pari e la sperimentazione. Durante ciascun incontro i partecipanti, coadiuvati da educatori ed esperti, si confrontano sul lavoro da svolgere in base ai tempi di maturazione, si suddividono i compiti e proseguono le attività di produzione di manufatti per l’orto. L’attività si svolge nel giardino urbano gestito da Zappa-Social nel quartiere Pianura di Napoli.

  • I bambini iniziano il loro lavoro sul riciclo

    Riciclando: Sporkiamocilemani L@b.

    L’attività si colloca all’interno del laboratorio Sporkiamocilemani L@b, nel settore educativo, riguarda la realizzazione di alcuni manufatti attraverso materiali di scarto. È significativa perché contribuisce a sviluppare, sin dalla piccola età, una coscienza ambientale. Inoltre, rappresenta un valido percorso civico per imparare ad utilizzare risorse di cui si dispone per dare vita a nuovi oggetti con cui decorare la propria cameretta o gli ambienti dell’Educativa. Si rivolge a 18 minori di età compresa tra sei e nove anni, con gli obiettivi di aumentare la sensibilità sulle tematiche ambientali e la consapevolezza sull’importanza del riutilizzo e del riciclo e di migliorare la manualità dei partecipanti. Prevede un incontro settimanale della durata di due ore, con la partecipazione di due educatrici, una delle quali con competenze artistiche. La metodologia si basa sul coinvolgimento diretto per favorire l'apprendimento per immersione, per scoperta, per costruzione, in un processo dinamico in continua relazione con i compagni, con gli adulti, con la realtà. È inoltre impiegato un circle time per condurre una riflessione sulla scelta dei materiali, sulle trasformazioni di questi e sulle possibilità di realizzare oggetti diversi. Gli strumenti utilizzati permettono un articolato coordinamento mente-mano, consentendo al bambino di adattare materiali e tecniche a seconda della forma che vuole creare. Nel corso dell’attività sono prodotti oggetti che variano periodicamente: un alberello di primavera che può essere usato come contenitore di un piccolo uovo pasquale, una casetta costruita con una bottiglia di plastica ricoperta di das che potrà essere utilizzata come abat jour; uno gnomo luminoso costruito con vecchi calzini, lucine colorate e barattoli di vetro. Le attività sono svolte presso la sede del LET.

  • Viaggio tra le emozioni. Laboratorio di lettura e consapevolezza emotiva

    Il laboratorio “Viaggio tra le emozioni” si basa su un percorso di lettura ed elaborazione delle emozioni e si colloca nel settore educativo. In particolare, l’attività riguarda la lettura di fiabe, classiche e contemporanee, dalle quali è possibili avviare una rielaborazione delle emozioni suscitate. Tale attività risulta significativa perché risponde a un bisogno rilevato dagli operatori nel gruppo di bambine bambini più piccoli, relativo alla difficoltà non solo nel riconoscere le emozioni ma soprattutto nell’esprimerle in maniera adeguata. I destinatari delle attività sono 16 minori di età compresa tra sei e nove anni. L’obiettivo specifico dell’attività è quello di aiutare i partecipanti ad esprimere in maniera costruttiva e consapevole i propri stati d’animo, indispensabili per promuovere la loro capacità di riconoscere le emozioni, di cogliere il punto di vista dell’altro, di favorire il dialogo e la condivisione delle esperienze. Il laboratorio ha cadenza settimanale, con una durata di due ore. I professionisti coinvolti sono due operatori dell’equipe educativa. La metodologia utilizzata è di tipo attivo con lo scopo di coinvolgere i partecipanti in esperienze di condivisione e di relazione autentica; si ritiene che questa metodologia sia quella più efficace per l’età di bambine e bambini coinvolti poiché li pone al centro del processo di apprendimento, stimolando e coinvolgendo la creatività e il senso di iniziativa. In seguito alla lettura di ogni testo gli operatori conducono un circle time attraverso il quale i partecipanti sono invitati a riflettere e a esprimere il proprio punto di vista sulla corrispondenza tra le proprie emozioni e quelle manifestate dai protagonisti delle favole. Oltre alla lettura e alla riflessione, per ciascuna fiaba sono portate avanti diverse azioni basate su giochi strutturati, attività artistiche, drammatizzazione, esperienze corporee e sensoriali. Gli strumenti utilizzati, selezionati in base alla fascia d’età a cui si rivolge l’attività, sono schede didattiche, cartellini delle emozioni e degli stati d’animo e materiali per il disegno. Alla fine del percorso è prodotto un opuscolo contenente tutte le elaborazioni dei partecipanti. L’attività si svolge nella sede del LET.

  • Cresciamo insieme con i laboratori creativi. CerAmica.

    L’attività rientra nel laboratorio di ceramica, condotto dal LET da una decina di anni, e riguarda nello specifico il tema dell’inclusione. Si colloca nel settore educativo e consiste in una serie di azioni che vanno dalla creazione del manufatto alla cottura in forno e coloritura, accompagnate da una riflessione sulla tematica prescelta. L’attività si rivela significativa perché rappresenta la risposta a una tendenza evidenziata dagli operatori: a fronte degli ingressi di nuovi partecipanti alle attività del LET, gli operatori rilevano un atteggiamento di chiusura da parte di bambine e bambini che già ne facevano parte. Per rispondere a tale atteggiamento si ritiene opportuno tematizzare l’inclusione attraverso attività di gruppo. L'attività si rivolge a bambine e bambini del gruppo di età compresa tra sei e nove anni, suddivisi in due gruppi da otto componenti. Oltre agli obiettivi generali, relativi al potenziamento delle capacità espressive attraverso la manipolazione e la scultura, l’attività si concentra sui seguenti obiettivi specifici: creare e rafforzare le relazioni all’interno dell’educativa e anche al di fuori degli spazi del LET, valorizzare e riconoscere le abilità reciproche attraverso lavori di gruppo. Il laboratorio prevede un incontro a settimana della durata di circa due ore, svolto alla presenza dell’educatore di riferimento e della maestra ceramista, che garantisce una programmazione specifica dei metodi. L’attività si avvia con una fase progettuale, nella quale la maestra ceramista e l’educatore stimolano attraverso un brain storming la fantasia dei partecipanti e li sostengono nell’individuazione delle caratteristiche del prodotto da realizzare. Nella fase successiva si porta avanti la realizzazione vera e propria del manufatto, attraverso lavori di gruppo in cui i partecipanti collaborano a coppie proprio per stimolare la creazione di legami tra i pari. Il manufatto, una volta cotto a cura dell’esperto, è colorato dai partecipanti utilizzando strumenti diversi: pennelli, spugnette, ciotole. Per questa attività sono prodotti oggetti rappresentativi del tema dell’inclusione, come sculture di bambini che si abbracciano o che si tengono la mano, o manufatti che rimandano a provenienze culturali e geografiche diverse. Le attività si concentrano presso la sede dell’educativa territoriale in un’aula adibita.

  • Tango. Laboratorio di ballo

    L’attività riguarda un corso di Tango e si colloca nell’area motoria del LET. Risponde ad alcuni interrogativi rilevati dall’equipe educativa in seguito all’osservazione dei gruppi e relativi ad alcuni bisogni, quali il sentimento di fiducia nel gruppo, la gestione di attività di coppia indipendentemente dal genere e il rapporto tra pari. Attraverso l’attività di tango, si cerca di scardinare alcuni pregiudizi e stereotipi sul genere che collegano il concetto di danza all’universo femminile. L’attività si rivela significativa quindi per superare tali pregiudizi e per far sì che anche il genere maschile si possa appassionare a questa attività. L’azione si rivolge a tutti i ragazzi frequentanti l’educativa, dai 6 ai 16 anni, con 16-18 componenti in ciascuno dei tre gruppi distinti per fascia d’età omogenea. In linea con le esigenze emerse, l’obiettivo è di sviluppare il senso di fiducia e far maturare la consapevolezza che due minori di genere diverso possono tranquillamente svolgere insieme l’attività, senza sentirsi a disagio rispetto al gruppo dei pari. L’attività viene svolta una volta a settimana per circa 70 minuti con ciascun gruppo. L’attività è condotta da un educatore dedicato, che è anche un maestro di tango, coadiuvato da un altro educatore in affiancamento. La metodologia si collega alla peer education, infatti durante le attività i ragazzi più grandi fanno da apripista ai i più piccoli. Alla fine di ciascun incontro, gli ultimi 20 minuti sono dedicati al circle-time attraverso il quale si commentano e affrontano le dinamiche che si sono verificate durante l’attività tra i ragazzi. Inoltre, circa due volte l’anno l’equipe organizza delle serate di tango, invitando le famiglie dei partecipanti all’attività. Questo momento conviviale è fondamentale poiché contribuisce fortemente alla costruzione di relazioni significative sia con i ragazzi che con i loro genitori. Il setting di lavoro è distinto in base alla stagione, in quanto nei mesi invernali l’attività si svolge all’interno dell’ente in una stanza dedicata e allestita dai ragazzi stessi con cartelloni e disegni realizzati durante l’attività d’art attak; mentre nei mesi estivi si sposta nel piazzale del campetto o nel piccolo anfiteatro posto fuori alla struttura.

  • Fabulando. Laboratorio di lettura e narrazione

    Il laboratorio di favola consiste in un’attività di lettura interpretativa e creativa che accompagna i ragazzi in un percorso che valorizza l’espressività attraverso l’interpretazione individuale. L’attività si colloca nell’ambito educativo ed è significativa perché riflette l’esigenza, rilevata dagli operatori, di rispondere alle difficoltà emozionali manifestate dai partecipanti e alle relazioni conflittuali presenti all’interno del gruppo. A tal fine, le fiabe si rivelano utili strumenti perché sono strutture narrative che rappresentano una metafora della vita, la raffigurazione di concetti astratti presenti nel quotidiano, come il bene, il male, la sfortuna, la morte, che consentono di comunicare ciò che risulta altrimenti difficile spiegare. Il laboratorio si rivolge a 16 bambini e bambine di età compresa tra sei e dieci anni. Ha lo scopo di promuovere una maggiore consapevolezza emozionale. La frequenza è settimanale con incontri della durata di un’ora e mezzo. La metodologia impiegata è di tipo esperienziale: attraverso l’immedesimazione nei personaggi, i partecipanti vivono l’esperienza delle emozioni. Il setting è di estrema importanza, si curano le luci, il posizionamento dei cuscini, la presenza al centro di oggetti-chiave che simboleggiano elementi importanti nei percorsi dei personaggi delle storie. Le letture variano dalle fiabe classiche (Biancaneve, Cenerentola) ai racconti di altre tradizioni culturali e sono selezionate in base al contenuto che si intende veicolare. Gli incontri, condotti da due educatori, sono introdotti da precisi rituali, come entrare in silenzio, ripetere l’incipit: “C’era una volta…”. Nei momenti successivi si prevede la lettura da parte degli educatori, alternandosi nei ruoli e soffermandosi su toni di voce consoni ai momenti narrativi per accentuare l’attenzione in una drammatizzazione interpretativa coinvolgente. Dopo la lettura, i partecipanti sono suddivisi in quattro gruppi per un confronto sui contenuti. I rappresentanti di ciascun gruppo assumono il ruolo di portavoce in un circle time dedicato alle restituzioni, che forniscono agli educatori elementi utili alla conoscenza dei processi cognitivi dei singoli e del gruppo. L’attività si svolge presso la sede del LET.